martedì 6 maggio 2014

L'intervento del garante

Il Presidente Giorgio Napolitano, il garante della congiura del silenzio sulla trattativa Stato-mafia, è intervenuto pesantemente a garanzia di questo silenzio smantellando definitivamente il pool antimafia di Palermo

di Salvatore Borsellino

6 Maggio 2014 - E’ notizia di oggi che dal CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura, è stata diramata una circolare che ordina che tutti i nuovi fascicoli di inchieste sulla mafia possano essere affidati soltanto a Magistrati facenti parte della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia). Nino Di Matteo è formalmente scaduto da quattro anni, mentre Roberto Tartaglia non ne fa ancora parte anche se entrambi erano “applicati” al pool. Anche Francesco del Bene, il terzo componente del pool, vedrà scadere a giugno il suo incarico in DDA e quindi verrà estromesso dall’indagine. L’opera di smantellamento è compiuta, Di Matteo potrà occuparsi soltanto di abusi edilizi, il gruppo a cui risulta ufficialmente assegnato. 
Non c’è più bisogno del lavoro sporco che Totò Riina, dal carcere di Opera, si era dichiarato disponibile ancora una volta a mettere in atto, non c’è più ragione di tergiversare sulla dotazione del bomb-jammer alla scorta di Di Matteo, vengono così dispersi anni di esperienza e tutta la memoria storica sulle indagini relative alla trattativa mettendo in atto ancora una volta quello che era avvenuto dopo la conclusione del maxi-processo istruito dal pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino quando, anche in quella occasione, il pool di Palermo era stato smantellato e Paolo Borsellino, per avere rilasciato un’intervista dove denunziava questo smantellamento, era stato deferito al CSM. 
Il CSM appunto, quello di cui è Presidente Giorgio Napolitano, che oggi prende questa vergognosa decisione forse perché la desecretazione decisa dal governo delle carte finora non accessibili avrebbe rappresentato un pericolo se a quelle carte avessero potuto avere accesso magistrati come questi del pool palermitano troppo avanti ormai nelle nuove indagini che sono scaturite dal processo sulla trattativa Stato-mafia, il peccato originale di questa seconda repubblica che ha le sue fondamenta intrise del sangue delle stragi del ’92 e del ’93. 
Senza queste stragi la storia degli ultimi venti anni del nostro Paese, forse tra i peggiori della nostra storia, sarebbe stata diversa. Senza che venga alla luce la Verità sulla trattativa che ha determinato queste stragi, senza che sia fatta Giustizia per questi morti, non avremo il diritto di definirci un Paese civile e oggi sulla strada della Verità e della Giustizia è stato, con questa circolare del CSM, con questo intervento del garante del silenzio sulla trattativa, messo un ulteriore grande macigno. 
Ma noi non permetteremo che diventi anche una pietra tombale perché ormai l’opinione pubblica non può fare a meno di capire, perché la Società Civile non accetterà che questa congiura venga così apertamente perpetrata, che sia portata a compimento.
Come dice la Canzone del Maggio : “Verremo ancora alle vostre porte e busseremo sempre più forte….” e avremo in mano, levata sempre più in alto una Agenda Rossa.

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