sabato 12 aprile 2014

Arrestato Dell'Utri in Libano

E' stato fermato stanotte in un lussuoso albergo della capitale libanese. Il ministro dell'Interno: il governo si attiverà subito per l'estradizione dell'ex senatore latitante. Una carta di credito e l'accensione del telefonino hanno consentito agli uomini della Dia di localizzarlo


di FRANCESCO VIVIANO e ALESSANDRA ZINITI

ROMA - E' finita la fuga di Marcello Dell'Utri, arrestato stanotte in un lussuoso albergo di Beirut. "Dell'Utri si trova in questo momento negli uffici della polizia libanese, a Beirut". Lo annuncia il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, a margine dell'assemblea del Nuovo centrodestra. "Dell'Utri - spiega ancora Alfano - è stato rintracciato a Beirut dalla polizia libanese che ora è in contatto con la polizia italiana in ottemperanza con il mandato di cattura internazionale. E' ora in corso una procedura che diventerà estradizionale". 

Una carta di credito che Dell'Utri ha utilizzato e l'accensione del telefono cellulare hanno consentito agli uomini della Dia (Direzione investigativa antimafia) di localizzare l'ex senatore che dal 3 aprile scorso si sarebbe trasferito a Beirut con un volo aereo decollato da Parigi. "Dell'Utri - ha aggiunto il titolare del Viminale - è stato rintracciato dalla polizia libanese che ha aveva avuto indicazioni dalla polizia italiana in ottemperanza a un mandato di cattura internazionale". Nella capitale del Libano si trovano funzionari della Dia di Palermo e dell'Interpol, che erano sul posto già da alcuni giorni. Ora, in virtù di un patto bilaterale di estradizione tra Libano e Italia, Dell'Utri potrà essere estradato non appena formalizzate le procedure burocratiche: forse già domani. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sta rientrando a Roma per apporre il suo via libera alla richiesta.
Da ieri mattina, infatti, l'ex senatore (di Forza Italia prima e del Pdl poi) era ufficialmente latitante. Dopo due giorni di vane ricerche, la Corte d'appello di Palermo ha firmato il decreto di latitanza alla vigilia dell'udienza di Cassazione che martedì deciderà sulla condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel pomeriggio di ieri, Dell'Utri si era fatto vivo con una nota diffusa dal suo avvocato Giuseppe Di Peri: "Tengo a precisare che non intendo sottrarmi al risultato processuale della prossima sentenza della Corte di Cassazione - aveva detto - e che trovandomi in condizioni di salute precaria, per cui tra l'altro ho subìto qualche settimana fa un intervento di angioplastica, sto effettuando ulteriori esami e controlli"."Apprendo della aberrante richiesta di preventiva custodia cautelare mentre mi trovo già all'estero per il periodo di cura e riposo - aveva sottolineato ancora -. Rimango tuttavia in attesa fiduciosa del risultato che esprimerà la Massima Corte che ha già rilevato incongruenze e fumus nella prima sentenza di appello, annullandola conseguentemente. Mi auguro quindi che un processo ventennale, per il quale ritengo di avere già scontato una grave pena, si possa concludere definitivamente e positivamente".

Stamani a caldo, l'avvocato Di Peri si è limitato a commentare così: "Ho appreso la notizia dalla stampa e non ho conferme che Dell'Utri sia stato fermato a Beirut. Se così è, ora inizieranno le procedure per l'estradizione che seguiranno il loro corso. Non so se ci siano trattati di estradizione tra il Libano e l'Italia e se esista in quel Paese una normativa che consente l'estradizione relativamente alla fattispecie di reato, il concorso esterno in associazione mafiosa, contestata al mio cliente".

Ma il consigliere dell'ambasciata italiana in Libano, Riccardo Smimmo, sottolinea: "Ci siamo attivati sul caso. Forniremo assistenza consolare a Marcello Dell'Utri come a qualsiasi altro connazionale italiano. Stiamo verificando quali sono i passi da fare. Agiremo comunque all'interno del trattato di collaborazione giudiziaria che abbiamo con il Paese".

Nessun commento: