giovedì 19 dicembre 2013

Intervista su trattativa Stato-mafia prosciolto il pm Di Matteo

Il magistrato era finito sotto inchiesta disciplinare per un'intervista, rilasciata a "Repubblica", in cui ammetteva l'intercettazione di telefonate tra l'ex ministro Mancino e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

il PM Nino Di Matteo
Proscioglimento per il pm di Palermo, Nino Di Matteo, finito sotto inchiesta disciplinare per un'intervista, rilasciata a "Repubblica" nel giugno 2012, in cui ammetteva l'esistenza di telefonate tra l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intercettate nell'ambito dell'indagine sulla presunta trattativa Stato-mafia. A chiederlo è stato il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, al termine dell'indagine disciplinare che aveva avviato nei mesi scorsi nei confronti del magistrato siciliano.

La richiesta di non luogo a procedere per Di Matteo, avanzata dal pg della Suprema Corte dovrà ora essere vagliata dalla sezione disciplinare del Csm. Richiesta di proscioglimento c'è stata anche per il capo della Procura di Palermo, Francesco Messineo, finito sotto inchiesta disciplinare per non aver segnalato ai titolari dell'azione disciplinare la condotta di Di Matteo. La richiesta di non luogo a procedere è stata firmata stamattina dal pg di Cassazione: stando a quanto si è appreso, gli accertamenti svolti, con l'audizione di alcuni testimoni, hanno portato alla conclusione che Di Matteo non può essere accusato di un illecito disciplinare poiché la notizia di intercettazioni riguardanti il capo dello Stato era già stata diffusa da alcuni organi di stampa il giorno prima dell'intervista rilasciata dal pm.

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