mercoledì 4 dicembre 2013

Allarme mafia, Alfano a Palermo sì al "bomb jammer" per Di Matteo

Messo a disposizione del pm il congegno che disattiva gli impulsi dei telecomandi per eventuali congegni esplosivi. Convocato in prefettura il comitato per l'ordine e la sicurezza: "Offriremo ogni protezione e ogni mezzo che lo Stato dispone per proteggere la vita di chi ci difende dalla mafia"


Il ministro Angelino Alfano
"E' stato reso disponibile" per il pm Nino Di Matteo, uno dei magistrati che rappresentano l'accusa nel processo per la trattativa tra Stato e mafia minacciato dal superboss Riina, il mezzo di un convoglio con il cosiddetto "bomb jammer", così some chiesto a ottobre dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. A confermarlo è il ministro dell'Interno Angelino Alfano, oggi a Palermo per presiedere il comitato per l'ordine e la sicurezza dopo le ultime minacce ai magistati impegnati nel processo per la trattativa Stato-mafia. Durante la riunione è emerso che Riina sarebbe tornato a minacciare Di Matteo in alcune intercettazioni successive.

"Siamo qui per manifestare tutta l'attenzione e la vicinanza dello Stato nei confronti dei magistrati palermitani oggetto di insidiose e pericolose minacce anche in tempi recentissimi. Ogni attentato possibile, ogni sfida possibile a ciascuno dei magistrati di Palermo è un attentato e una sfida allo Stato cui questo risponderà con tutta la forza di cui dispone. Lo Stato è forte ed è più forte di chi lo vuole combattere" ha detto Alfano Alfano ha voluto incontrare personalmente i pm oggetto delle minacce, Nino Di Matteo, Vittorio Teresi, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, tutti impegnati nel processo per la trattativa Stato-mafia. "Non possiamo escludere che ci sia la tentazione di riprendere una strategia stragista ma possiamo affermare con certezza che lo Stato è pronto a reagire", ha detto.

Al vertice hanno preso parte il Capo della Polizia Alessandro Pansa, il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli ed il comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo. Presenti, tra gli altri, i vertici della Procura di Palermo e Caltanissetta Francesco Messineo, Sergio Lari.

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