mercoledì 13 novembre 2013

L’assalto alla caserma dei carabinieri di Taranto è la prova della nostra malattia


di Pippo Giordano

Ho visto delle immagini che mai avrei voluto vedere: una cinquantina di persone che assaltano una Stazione dei carabinieri, tentando di liberare quattro persone tratte in arresto in flagranza, per furto di rame. Non siamo in un Paese dell’America latina e nemmeno in un Paese ove l’anarchia regna sovrana. Siamo in Italia e segnatamente a Taranto.

L’episodio oramai considerato fisiologico è l’ultima manifestazione d’odio nei confronti della Legge; nei confronti della Legalità. E, mi viene da chiedere a quei signori – chiamarli così è un eufemismo – cosa avrebbero dovuto fare i carabinieri, premiare gli arrestati con premi e cotillon? Noto con sgomento che nel nostro Paese c’è un aumento di violenza nei confronti delle Forze dell’Ordine.

Ogni preteso è foriere di violenza, persino le manifestazione legittime e sacrosante vengono usate per scaricare nell’ultimo anello di rappresentanti dello Stato, tutta la rabbia repressa accumulata da istanze disattese. Nel Paese dove per mesi e mesi spadroneggia un individuo col problema della sua condanna: in un Paese dove l’eclatante disoccupazione attanaglia la vita dei nostri giovani e ne mortifica la dignità di uomini; in un Paese dove la dilagante corruzione di politici e amministratori locali imperversa, quella cinquantina di persone assalitori della caserma di Taranto, pretendono – a torto – di liberare manu militare dei ladri. No! Non è questa l’Italia della Legalità. No! Non sono questi i politici che possano “redimere” il paese Italia.

Il gravissimo episodio di Taranto è potuto accadere, perché un vuoto di moralità investe il nostro Paese: tutti si sentono titolati a “farla franca”. In tanti ritengono che la Giustizia dev’essere applicata ad altri e non a se stessi. Del resto, uno dei più grandi obbrobri mai avvenuto in un paese occidentale, si è verificato davanti al Tribunale di Milano, allorquando una nutrita schiera di politici ha manifestato a favore di quel che poi è divenuto il pregiudicato noto, mister B.

Il nostro Paese sembra attraversato da una concezione barbara, secondo la quale lo Stato di diritto è un optional da tenerne conto alla bisogna e per fini strettamente personali. Egregi signori di Taranto e politici in genere, la giustizia ad personam non esiste nel nostro Ordinamento e i quattro arrestati devono essere presentati innanzi al loro Giudice naturale. Se non s’accettano queste nozioni di civiltà, allora mi spiace togliete il disturbo e emigrate in altri lidi. L’invito vale anche per mister B. Il nostro Paese non può permettersi “assalti” di questo tipo.

All’Arma dei carabinieri di Taranto tutta la mia solidarietà e mi spiace tantissimo che nessuna voce di ferma condanna si sia elevata, non solo dai politici ma anche dalla cosiddetta società civile.



Nessun commento: