martedì 8 ottobre 2013

Saverio Masi condannato a 6 mesi

(AGI) - Palermo, 8 ottobre 2013 - Il maresciallo dei carabinieri Saverio Masi, che figura nella lista dei testimoni del processo per la trattativa Stato-mafia, e' stato condannato a 6 mesi, con pena sospesa, per falso con l'accusa di avere alterato la firma di un suo superiore in un foglio di autorizzazione allo svolgimento di un servizio di osservazione. La sentenza e' della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo, che ha leggermente ridotto la pena rispetto agli 8 mesi inflitti al militare dal Gup col rito abbreviato. Masi, che e' stato teste nel processo Mori e la cui audizione e' stata sollecitata anche nel processo Stato-mafia, era sostenuto oggi in aula da alcuni appartenenti ad associazioni antimafia e dalle "Agende rosse", il movimento presieduto da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. Secondo l'accusa il carabiniere, oggi caposcorta del Pm Nino Di Matteo, titolare delle indagini sui processi Mori e trattativa, per giustificare il proprio comportamento e un eccesso di velocita' realizzato con l'automobile di un familiare avrebbe fatto risultare di essere in servizio nella ricerca di un latitante di mafia. L'imputato ha sostenuto di utilizzare un'auto non di servizio, nemmeno 'civetta', per il timore che gli uomini vicini a Bernardo Provenzano potessero individuarlo. Il maresciallo di recente e' stato protagonista di denunce contro i suoi superiori, accusati di non avere voluto catturare Provenzano e Messina Denaro, che lui ha sostenuto di avere visto mentre erano latitanti. La sua vicenda e' stata ricostruita anche da importanti quotidiani nazionali e da Servizio pubblico, la trasmissione di La7 condotta da Michele Santoro. (AGI) .

agi.it

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