mercoledì 29 dicembre 2010

Cenone sì, ma d'impegno civile



di Umberto Lucentini

Il cenone di Capodanno aperto dalle augurali lenticchie coltivate da Libera Terra a Caserta. Una tavolata in una cascina in provincia di Torino o in un agriturismo nelle campagne di Siena in beni confiscati ai boss calabresi e siciliani. Una firma nei banchetti, o via internet, perché i corrotti restituiscano alla collettività il frutto delle loro ruberie. Un brindisi con il vino bianco della cantina Centopassi che ricorda Peppino Impastato e le sue battaglie antimafia in via dei Georgofili a Firenze, nel luogo della strage del 1993. O, ancora, una festa con dj nella nuova sede di Addiopizzo aperta in un locale confiscato al capocosca Masino Spadaro. Idee per un Capodanno che può avere anche un impegno civile, suggerite da addetti ai lavori di assoluta affidabilità.

Cascina Bruno e Carla Caccia
via Serra Alta 6 a San Sebastiano da Po, piccolo centro a due passi da Chivasso, provincia di Torino.
È un casolare di mille metri quadrati, circondato da un ettaro di terreno coltivabile, confiscato agli esponenti della famiglia Belfiore. Domenico, il capo cosca, è stato condannato nel 1992 all'ergastolo quale mandante dell'omicidio del procuratore di Torino, Bruno Caccia, ucciso il 26 giugno del 1983 per aver avviato importanti indagini sui clan malavitosi. La Procura guidata da Caccia istruì anche i primi processi ai capi storici di Br e Prima linea. La confisca definitiva dell'immobile è stata effettuata nel dicembre del 1999 ma solo nel 2005, su input della giunta guidata dal sindaco Paola Cunetta, il bene è stato destinato al Gruppo Abele. www.cascinacaccia.liberapiemonte.it/

*segnalato da Flavio Tranquillo, commentatore di Sky sport, autore insieme al magistrato Mario Conte del libro "I dieci passi, piccolo breviario sulla legalità".


La bottega dei sapori e dei saperi della legalità
Via Raffaele De Cesare, 22 (Trav. di Palazzo Santa Lucia), Napoli
Un "pacco alla camorra", cioè cibi e dolci prodotti nelle terre confiscate ai boss casertani, da portare sulla tavola del cenone: sono acquistabili nella «Bottega dei sapori e dei saperi della legalità» che fa capo a Libera Campania. Gli aderenti a Libera, insieme ai ragazzi di Orsamaggiore, sono impegnanti in questi giorni per aprire «La Gloriette», un centro per ragazzi disabili in una villa appartenuta al camorrista Michele Zaza. Il boss negli anni 80 controllava il contrabbando di sigarette a Napoli e viveva in una "magione" di via Petrarca con piscina, parco e una veduta mozzafiato sul golfo. La polizia, che l'aveva avuto assegnata, l'ha affidata alle associazioni di volontariato. Lì si consumeranno i cibi ottenuti coltivando le terre confiscate ai casalesi. A pochi passi da «La Gloriette» c'è un terreno agricolo di circa undicimila metri quadrati con un piccolo fabbricato in muratura che sarà curato e destinato per alcune colture di Libera Terra.

*segnalato da Santi Giuffrè, questore di Napoli


Petizione on-line I corrotti restituiscano ciò che hanno rubato
I banchetti sono già all'opera in centinaia di piazze d'Italia, da Roma, a Latina, ad Alessandria a Caltanissetta. L'iniziativa parte da Libera e Avviso Pubblico, è una campagna di raccolta firme per chiedere al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "di intervenire, nelle forme e nei modi che riterrà più opportuni, affinché il governo e il Parlamento ratifichino quanto prima e diano concreta attuazione ai trattati, alle convenzioni internazionali e alle direttive comunitarie in materia di lotta alla corruzione nonché alle norme, introdotte con la legge Finanziaria del 2007, per la confisca e l'uso sociale dei beni sottratti ai corrotti". Il 31 dicembre si potrà firmare anche a Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani, in piazzetta Beato Arcangelo dalle 17 alle 21, e online suwww.libera.it e www.avvisopubblico.it

*segnalato da Giovanni Crescente, direttore di Confindustria Caltanissetta

Agriturismo Suvignano
Str. Monteroni Vescovado 2759, 53014 Monteroni d'Arbia, Siena
La splendida tenuta era stata acquistata dal costruttore mafioso Vincenzo Piazza, arrestato su ordine della magistratura di Palermo per aver riciclato i soldi di Cosa nostra. Destinata a luogo di villeggiatura per la famiglia dell'imprenditore, è stata sequestrata nel 1994 insieme ad altre aziende (il provvedimento riguardò beni per 1 miliardo e 500 milioni di euro) ed è stata confiscata nel 2007. Resa produttiva grazie ad una serie di interventi mirati con punte di eccellenza nella zootecnia, nell'agricoltura e nell'agriturismo, oggi la tenuta diventata azienda vale 35 milioni di euro e vi lavorano 30 addetti. C'è un parco animali di 1.800 ovini, si produce latte e olio, si allevano i suini Cinta Senese per la produzione di insaccati con la certificazione Dop che sono tra i più apprezzati nel mondo. Accordi con le università e gli istituti Zootecnici di Toscana e Sicilia permettono la sperimentazione di colture e di progetti per la pet-terapy.

www.agriturismosuvignano.it

*segnalato da Gaetano Cappellano Seminara, avvocato, amministratore giudiziario di beni sequestrati o confiscati ai boss e amministratore finanziario dell'Agriturismo Suvignano


Via dei Goergofili
Firenze
Una bottiglia di spumante stappata tra la storica Torre dei Pulci, gli Uffizi, l'Arno, la sede dell'Accademia dei Georgofili per dire ai mafiosi che da lì non si passa. Un brindisi nei luoghi dove per un attentato organizzato dai boss di Cosa nostra nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993 sono morte cinque persone: Caterina Nencioni, 50 giorni di vita; Nadia Nencioni, 9 anni; Dario Capolicchio, 22 anni; Angela Fiume, 36 anni; Fabrizio Nencioni, 39 anni; e altre 48 sono rimaste ferite. Via dei Georgofili non tanto perché è un luogo antimafia ma perché lì la mafia ha colpito duramente.

*segnalato da Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze www.strageviadeigeorgofili.org

Addiopizzo
via Lincoln 131, Palermo
La serata danzante con dj set e open bar presso la nuova sede di Addiopizzo, locale confiscato al boss mafioso Masino Spataro inizia alle 22 di venerdì 31 dicembre. L'idea è quella di festeggiare l'arrivo del 2011 in un locale appartenuto alla mafia, e inaugurato pochi giorni fa come sede dell'associazione che ha lanciato a Palermo la campagna contro il racket del pizzo. Per partecipare alla serata bisogna tesserarsi ad Addiopizzo. Per tesserarsi e sostenere il Comitato, oppure per info o prenotazioni, telefonare al 380 3691047. Per pernottare a Palermo ci sono diverse strutture "pizzo-free" i cui titolari hanno aderito alla campagna "no alla mafia": b&b, alberghi, e ostelli. www.addiopizzotravel.it

*segnalato da Dario Riccobono, uno dei fondatori di Addiopizzo Travel


Lavoriamo per un sorriso
Tour virtuale nel sito dell'Associazione di genitori di bambini affetti fin dalla nascita da labiopalatoschisi.
Via Rodolfi 37, Vicenza
Un viaggio nella speranza per aiutare i bambini affetti dalla nascita da una malformazione che altera l'estetica del viso e della bocca e rallenta l'acquisizione delle funzioni di alimentazione, linguaggio e partecipazione sociale e contribuire con il tuo aiuto a "donare loro un sorriso". Un viaggio "a costo zero" nel sito informativo e divulgativo dell'Associazione www.lavoriamoperunsorriso.it permette di conoscere le iniziative di beneficienza e scientifiche condotte a Vicenza dall'ospedale San Bortolo. Sono diverse le iniziative cui si potrà aderire: la composizione di materiale divulgativo, l'assistenza ai genitori di bambini degenti per aiutarli o sostituirli durante l'assistenza post-operatoria al figlio, il supporto alle attività collaterali come i laboratori educativo-riabilitativi-logopedici strutturati per i bambini e i genitori o le giornate di divulgazione scientifica.

*segnalato da Licia Serpico, funzionario della Direzione Investigativa Antimafia di Padova e collaboratrice Associazione "Lavoriamo per un sorriso".

Kursaal Kalhesa, centro polifunzionale
Foro Umberto I 21, Palermo
Una libreria con titoli che spaziano dalla mafia, alla 'ndrangheta, ai saggi, un wine bar, un internet-point e un ristorante: eccolo il mix del centro polifunzionale dove si tengono presentazioni di libri, mostre e concerti almeno fino all'1 di notte (il resto lo fa il successo dell'evento). Il Kursaal Kalhesa è affiliato ad Addio Pizzo e nasce all'interno di un affascinante ed antico edificio, il Palazzo Forcella/De Seta, sito nel complesso cinquecentesco detto di Porta dei Greci e dei Bastioni. Massima attenzione viene data all'argomento della legalità: lì hanno presentato i loro libri magistrati che indagano sulla 'ndrangheta come Nicola Gratteri o si è parlato dei "pizzini della legalità" in contrapposizione a quelli usati dal boss Bernardo Provenzano per ordinare delitti o estorsioni.
www.kursaalkalhesa.it

*segnalato da Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, autore del libro "Nel labirinto degli dèi. Storie di mafia e antimafia"

espresso.repubblica.it

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