giovedì 18 novembre 2010

Piccolo pensiero su Grillo



di Dario Campolo

Ahimè so che con questo post mi tirerò dietro tanti ma tanti insulti ma l'ho sempre detto e pensato, condivido parecchie cose di Beppe Grillo ma non tutto, a volte lo riconosco in un Berlusconi all'opposto, mancanza di democrazia.
Questa, ovviamente è una mia opinione e come tale va presa e archiviata, anche perchè nion toglie tutto ciò di positivo che l'ondata di Grillo ha portato.
Tutto si può dire del pd, ma non criticargli le primarie, a Milano ha vinto un Vendoliano? Bene, adesso si aprano le danze, la possibilità il Pd l'ha data, ha sperato in un suo candidato è ovvio ma non è stato votato punto e a capo, adesso si va avanti.
Di seguito un post molto interessante che ho trovato sul blog di Marco Bracconi e che condivido e sottoscrivo PIENAMENTE.

Dal vaffanculo alle bugie

Le primarie, che schifo. I partecipanti al voto? Nemmeno un quartiere semiperiferico. I candidati a Milano? Tutti coi capelli bianchi, solo slogan e manifesti. ”I milanesi hanno potuto scegliere solo i loro faccioni, e non il programma”. Insomma, “elezioni posticcie”

Puntuale, arriva il Grillo-pensiero sulle consultazioni del centrosinistra nel capoluogo lombardo. Con il quale il comico-blogger compie un deciso e importante salto di qualità: dal vaffanculo alle bugie.

Dice il sito ufficiale grillino che gli elettori hanno votato solo facce e slogan. “Questa non è democrazia”, si scandalizza la home page dei nuovi rivoluzionari. E ancora: ”Prendono solo per i fondelli gli elettori”.

Eppure basta cliccare un paio di volte su Google (Grillo ne dovrebbe essere capace) per scoprire che sul sito web di Boeri c’è un programma completo suddiviso in quindici schede tematiche. Magari è un programma orrendo, ma è online da settimane. Lo stesso sul sito di Giuliano Pisapia. Anche lì si tratterà certamente di proposte vecchie e da sfanculare seduta stante, ma basta cliccare e si trovano schede tematiche dagli anziani alle periferie, dalla casa alla cultura.

Evidentemente, dalle parti del Movimento Cinque stelle, si pensa ormai in grande. Prima si crea una schiera di fan con il mix ”buone idee più antipolitica”. Poi, creata la platea, gli si dà in pasto la pura propaganda.

Un bravo comico, dal palcoscenico di un teatro tenda, direbbe che questo sistema somiglia sinistramente a quello dello psiconano. E che il passo dall’antipolitica alla politica, quella peggiore, qualche volta è proprio breve.

il blog dell'autore

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