giovedì 18 novembre 2010

Gli uomini di B. sparano su Saviano



di Elena Rosselli

"Bla, bla, bla. Chi parla? Saviano". Dopo la raccolta firme contro Fini, il quotidiano di Paolo Berlusconi ci riprova. E questa volta alza il tiro contro il giornalista, reo di avere portato in prima serata i rapporti tra mafia e politica al Nord e di avere fatto arrabbiare il ministro dell'Interno Roberto Maroni tirando in ballo la Lega. Campione della legalità? Macché, per il quotidiano di via Negri, il giornalista è uno "scopiazzatore" che scrive "cronache redditizie". "Dov'è il suo coraggio?" si chiede Vittorio Sgarbi: "Dov'è la sua minaccia alla mafia che lo insegue per ucciderlo?". Saviano è infallibile? Certamente no. Si può criticare Saviano? Certamente sì. Ma resta il fatto che ciò che lo scrittore ha detto è documentato. Non solo nelle (poche) cronache dei giornali che si occupano dell'infiltrazione mafiosa al Nord. E' lo Stato stesso a mettere nero su bianco l'allarme sull'integrazione tra potere criminale ed economico, da ultimo con la relazione della direzione distrettuale antimafia resa nota ieri (leggi l'articolo di Antonio Massari e David Perluigi). Brutte "coincidenze" e "tempismo singolare", secondo il quotidiano. Peccato che, come ammette lo stesso Maroni, l'ultima firma sul documento spetti al ministro dell'Interno. Insomma, il ritornello è lo stesso di sei mesi fa, quando Berlusconi puntò il dito contro Saviano e chiunque parli di mafia facendo fare "una brutta figura" all'Italia: "E' la sesta al mondo – disse – ma è la più conosciuta" a causa di serie come "la Piovra e della letteratura, Gomorra e tutto il resto" .

ilfattoquotidiano.it

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