martedì 5 ottobre 2010

Reggio Calabria, minacce al procuratore trovate armi e un bazooka

REGGIO CALABRIA - "Andate a vedere davanti alla Procura. C'è una sorpresa per il procuratore Pignatone". È stata una telefonata anonima di minacce nei confronti del procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, a far scattare l'allarme questa mattina. Una chiamata che ha fatto scoprire alcune armi, fra cui un bazooka che, anche se scarico, è considerato dagli inquirenti un "gravissimo atto intimidatorio".

"Possiamo colpire quando vogliamo" era il messaggio mafioso che una voce maschile ha lasciato, in una telefonata effettuata da una cabina telefonica nei pressi del Consiglio regionale, nella zona Nord della città, attualmentre transennata. Le armi sono state poi ritrovate nei pressi del tribunale, che si trova al Cedir, ma dall'altra parte del torrente Calopinace, nel quartiere San Giorgio Extra. In particolare il bazooka era nascosto sotto un vecchio materasso lasciato lungo la strada, davanti l'ufficio della Dda. L'arma, che è del tipo monouso ed era già stata utilizzata, è di fabbricazione slava e avendo una gittata lunga è utile per compiere attentati.

Gli investigatori parlano del ritrovamento del bazooka come di un gesto "grave e altamente significativo sul piano criminale" perché manda un messaggio chiaro: possiamo colpire il procuratore Pignatone quando e dove vogliamo. E il fatto, si aggiunge, che il bazooka, in quanto già usato, non potesse più sparare, non attenua la pericolosità del gesto. Il bazooka sarà oggetto adesso di esami balistici per accertare quando e dove è stato utilizzato.

Il 25 settembre, c'è stata a Reggio Calabria una imponente manifestazione 1 contro la 'ndrangheta e in solidarietà con i giudici. Solidarietà ribadita questa mattina al procuratore capo Giuseppe Pignatone dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "L'inquietante episodio conferma ancora una volta la gravità della situazione in Calabria e anche che, in un contesto così a rischio, la magistratura ha bisogno di essere sostenuta in modo più netto. Il Pd si impegnerà perché i magistrati e le forze dell'ordine che ogni giorno si battono per liberare il Sud dalla mala pianta della 'ndrangheta non rimangano soli", conclude.

Con una lunga e cordiale telefonata, anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha espresso solidarietà e vicinanza a Giuseppe Pignatone. "Si tratta - ha affermato il Guardasigilli - dell'ennesimo tentativo messo in campo dalla 'ndrangheta, ferita a morte dai continui successi della magistratura, delle forze dell'ordine e del governo. Occorre stringersi attorno agli uomini impegnati in prima linea su questo fronte, garantendo, in particolare ai magistrati, la possibilità di svolgere con serenità il loro delicato compito a favore della giustizia e della legalità".

Antonio Di Pietro esprime solidarietà a Pignatone e assicura che "l'Italia dei Valori continuerà a essere vicino a tutti coloro che quotidianamente si battono a difesa dello Stato e per contrastare la piaga delle mafie. Alla magistratura e alle forze dell'ordine va tutto il nostro sostegno - afferma in una nota il leader dell'IdV - continuiamo a chiedere a gran voce al governo di sostenere il loro operato con strumenti adeguati sia economici sia logistici".

Nelle stesse ore era in corso una vasta operazione che ha coinvolto oltre 700 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri impegnati in circa 200 perquisizioni nei confronti di boss della 'ndrangheta e capi delle più importanti cosche reggine dell'organizzazione criminale. In una nota diramata dalla Questura si parla di "articolata attività di contrasto alla criminalità organizzata operante nella provincia di Reggio Calabria in risposta ai recenti e gravissimi atti intimidatori perpetrati, tra l'altro, nei confronti di magistrati requirenti in servizio nel distretto di Reggio Calabria". Le perquisizioni sono condotte tra capoluogo e provincia di Reggio Calabria "alla ricerca di armi ed esplosivi nonché di ogni ulteriore elemento di interesse investigativo". "In particolare - è detto ancora nella nota - sono stati oggetto di attività di perquisizione gli esponenti di vertice e i reggenti delle famiglie di 'ndrangheta dei De Stefano, Tegano, Serraino, Condello, Fontana, Polimeni, Labate e Libri per Reggio Calabria e le più importanti 'ndrine della fascia tirrenica tra cui i Piromalli, Bellocco, Gallico, Facchineri, Fazzalari, Crea, Zito e Bertuca e i Commisso, Cordì, Cataldo, Strangio, Vottari, Romeo e Iamonte per il versante jonico".

repubblica.it

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