giovedì 14 ottobre 2010

L'Aquila, gli albergatori: "Non veniamo pagati Sospendiamo i servizi per i terremotati"



L'AQUILA - I soldi per i servizi erogati ai terremotati dopo il sisma del 6 aprile 2009 non sono arrivati e gli albergatori, esasperati da una situazione che ritengono sia divenuta insostenibile, sospendono "pulizia, cambio biancheria e ristorazione agli ospiti aquilani". "Preso atto che, nonostante le rassicurazioni ricevute dal commissario Chiodi, a oggi non risultano ancora pervenuti i pagamenti delle nostre spettanze, ci vediamo costretti, nostro malgrado, a sospendere dalla giornata di domani, come concordato in assemblea, i servizi agli ospiti aquilani", ha annunciato in una nota la vicepresidente di Federalberghi L'Aquila, Mara Quaianni.

"Siamo dispiaciuti - scrive - del fatto che a subire le conseguenze di tale incresciosa situazione saranno i nostri concittadini già come noi fortemente colpiti dal terremoto, ma non abbiamo purtroppo altri mezzi per sostenere le nostre ragioni che sono evidenti. Ovviamente - conclude - appena riceveremo quanto dovuto, riattiveremo i servizi che abbiamo assicurato, con grandi sacrifici e difficoltà finanziarie, sin dall'inizio del post-sisma".

Gli sfollati sostengono gli albergatori. Al fianco degli albergatori, che protestano da tempo, si erano schierati alcuni giorni fa anche gli sfollati loro ospiti. "La ricostruzione della nostra amata città - aveva scritto un gruppo di sfollati in una lettera aperta - non passa solo attraverso la ristrutturazione delle case, ma anche attraverso l'economia locale. Oltre ad ospitarci, i gestori degli alberghi danno lavoro a numerose persone che trovano così un reddito. Anche i proprietari degli hotel della città dell'Aquila - si leggeva ancora - sono degli sfollati e che hanno le loro giuste esigenze". Di qui l'appello alle istituzioni: "a nome dell'autentico impegno profuso dagli albergatori nei nostri confronti - scrivono gli sfollati - ci sentiamo in dovere di esprimere solidarietà e dare il nostro sincero appoggio alla loro protesta. Ci auguriamo - proseguiva la lettera - che chi di competenza onori gli impegni economici tanto propagandati a favore delle strutture ricettive".

E domani scade l'ultimatum lanciato dalla Federalberghi L'Aquila.

repubblica.it

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