martedì 21 settembre 2010

Rosario Livatino il ''giudice ragazzino'' oggi avrebbe 58 anni

di Saverio Lodato

Se non fosse stato abbattuto dai sicari in una scarpata a colpi di pistola, braccato comela preda in scene di caccia grossa, oggi avrebbe 58 anni, e forse i capelli bianchi. Più o meno la stessa età che hanno oggi gli Ingroia, i Di Matteo, gli Scarpinato, i Lo Forte.
E che sarebbe diventato nel frattempo? Esattamente come loro, sarebbe diventato un “giudice rosso”, magari contrario all’abolizione delle intercettazioni telefoniche, ai “Lodi” in favore di uno solo, alle leggi ad personam; un Torquemada giustizialista, uno di quei tanti “tarati mentali” che hanno scelto la carriera in magistratura, per dirla con il pedagogico ammonimento del papà di Silvio Berlusconi, a prender per buone le parole che lo stesso premier attribuisce al suo genitore, tanto sui generis. Invece, più modestamente, a Rosario Livatino, magistrato in quel di Canicattì, provincia di Agrigento, dove bastava smuovere un masso per trovare verminai di Cosa Nostra, e di cui ricorre oggi il ventesimo anniversario del sacrificio, toccò sorte diversa. Non morì da “giudice rosso”, bensì, più semplicemente, da “giudice ragazzino”, secondo la trombonesca, e malevola, definizione cui ricorse l’emerito capo dello Stato, Francesco Cossiga, a giustificazione di quanto era accaduto; esecuzione spaventosa (né la prima, né l’ultima in terra di Sicilia) che aveva sconvolto l’Italia. Ma che intendeva dire Cossiga? Intendeva che se lo Stato manda in trincea i “ragazzini” (il “ragazzino”, però, di anni ne aveva 38) deve mettere in conto che i mafiosi li spazzeranno via a cannonate. In altre parole, la propensione militarista di Cossiga lo portava a ritenere che, sotto sotto , anche Livatino se la fosse cercata, in quanto è dovere della vittima predestinata essere all’altezza del suo tragico destino e Livatino, in quanto troppo giovane, non lo era. Il tempo cancella vittime e ricordi. Oggi sarà ricordato Rosario Livatino. Qualche settimana fa, è stato ricordato Francesco Cossiga, ma il nome di Livatino, quel giorno, non lo ha fatto nessuno. E il suo nome andava fatto invece, eccome se andava fatto.

l'unità.it

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