mercoledì 15 settembre 2010

“Lodo Gheddafi” pagato con le bollette Enel degli italiani


di Davide Pelanda

E' possibile che per versare alla Libia quei cinque miliardi di dollari nei prossimi 25 anni, previsti dal trattato firmato nell'agosto 2008 da Berlusconi a Gheddafi - a titolo di risarcimento per il passato coloniale, soldi che serviranno per gli investimenti come un'autostrada costiera che attraversi tutta la Libia, dall'Egitto alla Tunisia, la costruzione di 200 alloggi nel Paese nordafricano, borse di studio per studenti libici e pensioni di invalidità per quei mutilati vittime delle mine anti-uomo poste dall'Italia su territorio libico durante il periodo coloniale – si possa usare un piccolo escamotage nascosto agli italiani? Parrebbe proprio di sì: si tratterebbe in sostanza di una piccola percentuale-tassa che troveremo nelle prossime bollette dell'energia elettrica, una tra le miriadi di voci e vocine scritte con un minuscolo carattere.
L'escamotage in questa occasione l'ha spiegata bene Giuseppe Salvaggiulo, giornalista de La Stampa di Torino presentando, a Cantalupa (provincia di Torino) domenica scorsa 12 settembre, il libro "La Colata" edito da Chiarelettere che ha scritto con altri giornalisti proprio sul tema delle grandi opere e la cementificazione inutile dell'Italia: «Siccome il deficit pubblico italiano è enorme, sapete da dove prenderanno quei cinque miliardi? Da una piccola percentuale che ci faranno pagare prossimamente nelle bollette dell'Enel».
Sembrerebbe una boutade sensazionalistica. Pare invece che questa affermazione trovi ampio riscontro nei conti dello Stato.
Ci spiega meglio la questione Furio Colombo, deputato del Partito
Democratico e giornalista:

«La Finanziaria e l'intera presentazione dei conti pubblici che il ministro dell'economia Tremonti ha fatto alle camere si basano sul fatto che non ci sono aumenti, cambiamenti o deviazioni o movimenti di alcun genere. Tutta la politica dell'attuale ministro è fatta di spostamenti di voci, di spostamenti di capitoli.
Per esempio, l'intera somma un tempo destinata alla cooperazione è stata spostata verso le azioni militari italiane nel mondo, purtroppo non tutte di pace. Si tratta dunque sempre di cifre spostate.
Nel corso della ratifica del trattato siglato da Berlusconi e Gheddafi compare la cifra di 5 miliardi di dollari da pagare in 25 anni. Ma nessuno ha mai approvato questa cifra in quanto tale su nessun bilancio e non è mai stata votata alcuna legge per la copertura finanziaria. E non può che essere neanche uno spostamento di un capitolo di bilancio. Dunque, se non avviene nei conti dello Stato, può avvenire benissimo così come ha detto il collega de La Stampa, o sui carburanti invece che sull'Enel. Ma deve assolutamente basarsi su di una fonte di questo genere»

Una piccola percentuale in bolletta nascosta che gli italiani non vedono?

«Ci sono parecchie altre iniziative pagate in questo modo e di cui non ci accorgiamo. Ad esempio tutti i costi delle apparentemente non onerose riforme volute dalla Lega, come il Pacchetto Sicurezza che non è certo privo di costi, oppure i soldi per mantenere i Cie (Centri di espulsione) o le ronde militari padane. Tutto ciò è pagato con fondi che vengono prelevati su altre voci, sono tutti capitoli che vengono spostati»

Ma questo sistema potrebbe essere utilizzato anche per pagare le Grandi Opere come la Tav?

«Lo potrebbe essere. Avremmo però bisogno di avere un grande esperto di contabilità per darci una risposta in merito.
E' molto più probabile che questo escamotage avvenga sul costo dell'energia in un punto o in un altro, cioè Enel o Eni.
Oggi ad esempio assistiamo ad un improvviso rincaro nei costi dell'energia. Ma non si vede nel mondo nulla, nessun evento, che giustifichi questo incremento. Verificata la situazione francese, spagnola e inglese, non risultano aumenti dei costi d'energia. Dunque si tratta di una tassa...»

...nascosta di cui nessuno parla

«Infatti, e che verrà interpretata dai giornali solo per la prima metà: essi diranno "il malumore dei consumatori...", ci saranno seri commentatori che scriveranno "sul malumore dei consumatori si accumula adesso l'aumento del costo dell'energia", senza andare però a fondo sulla questione. Anche perché, se approfondissero e verificassero seriamente, andrebbero a scoprire gli altarini delle imprese produttrici di energia. Tutti allora se ne guardano bene perché troncherebbero metà della pubblicità che arriva alla stampa scritta».

nuovasocieta.it


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