mercoledì 7 luglio 2010

Tensione a Roma, gli Aquilani bloccano la capitale - Tafferugli con la Polizia - 2 feriti

ROMA - Sono arrivati a piazza Venezia a Roma con circa 45 pullman provenienti dall'Aquila, la zona più colpita dal terremoto. Sono venuti in cinquemila per protestare contro l'abbandono dell'Aquila dopo il terremoto e per chiedere una legge organica per la ricostruzione. Tutti insieme per protestare contro il pagamento delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare a versare al cento per cento.

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La tensione, in piazza, sale velocemente. Due blindati dei carabinieri chiudono l'accesso a via del Corso da piazza Venezia ma un gruppo, un centinaio di persone, cerca lo stesso di superare lo sbarramento ed entra in contatto con le forze di polizia. Tafferugli e spintoni ma nessuno riesce a superare la barriera delle forze di polizia che sono schierate in assetto antisommossa. A riportare la calma ci pensa lo stesso sindaco dell'Aquila Cialente, che è riuscito a convincere i più agitati a fare qualche passo indietro e a tornare a piazza Venezia. Poi, dopo una trattativa, la forze dell'ordine si spostano e i manifestanti possono entrare a via del Corso e dirigersi verso Montecitorio.

Ma la tensione non si placa. A metà di via del Corso i manganelli della forze dell'ordine tornano a colpire. Due persone vengono ferite. "Guardate il sangue di un
aquilano. La mia unica colpa è essere un terremotato" dice un ragazzo con la testa sanguinante. I manifestanti continuano a urlare la propria rabbia, sempre più intenzionati a raggiungere piazza Montecitorio. Alcuni hanno sfondato il secondo blocco e hanno raggiunto correndo piazza Colonna.

repubblica.it

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