lunedì 12 luglio 2010

Telecom: da oggi 3.700 tagli


di Anna Masera

Venerdì 9 luglio i lavoratori Telecom Italia hanno scioperato 4 ore contro la dichiarazione di esubero di 6.300 lavoratori: la risposta dell'azienda è stata l'immediata apertura della procedura di licenziamento per i 3.700 lavoratori che secondo il piano sugli esuberi erano stati annunciati entro il giugno del 2011. Le parti hanno invece solo 75 giorni di tempo per trovare soluzioni alternative ai licenziamenti: potrebbero essere i contratti di solidarietà, ma anche la cassa integrazione.

Così le agenzie stampa oggi riportano che, sollecitato dai sindacati, il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, di concerto con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha deciso di convocare i vertici dell’azienda entro la prossima settimana, per vederci chiaro sulle strategie industriali del gruppo telefonico. L’obiettivo della convocazione, recita il comunicato del ministero, è di «discutere ed approfondire le tematiche e le strategie industriali che sembrano prevedere un ridimensionamento dell’attuale forza lavoro».

Romani e Sacconi hanno fatto sapere di voler verificare il piano del gruppo telefonico a monte, senza affrontare immediatamente il nodo dei licenziamenti, alla luce delle nuove sfide che si profilano nel campo delle telecomunicazioni: «Mai come in questa fase - osserva il ministero - è necessario procedere con la massima cautela rispetto agli snodi che riguardano l’industria delle telecomunicazioni italiana; settore strategico sul quale il Governo italiano ha deciso di focalizzare la propria attenzione ritenendolo elemento di fondamentale importanza per lo sviluppo del Paese». Romani ricorda in particolare la convocazione, due settimane fa, del tavolo sulle reti di nuova generazione in fibra ottica, a cui hanno aderito i tre principali concorrenti (Vodafone, Wind e Tre) ma non Telecom Italia e il cui prossimo appuntamento, con tutti gli amministratori delegati, è già fissato per il 19 luglio, mentre per martedì prossimo è in programma una nuova riunione tecnica.

«Tutto ciò che permette di discutere del futuro industriale di Telecom e quindi della capacità di un’azienda strategica per il Paese è utile non solo per i lavoratori interessati, ma per l’intera comunità», commenta il segretario nazionale di Slc-Cgil, Alessandro Genovesi, che però aggiunge: «Ovviamente, a seguito della richiesta che tanto le tre categorie, Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, quanto le tre confederazioni congiuntamente avevano avanzato per un incontro a Palazzo Chigi, ci auguriamo che il governo voglia coinvolgere anche i sindacati».

L’opposizione, con Vincenzo Vita del Pd, parla di «vicenda gravissima»: «Infatti - sottolinea - l’azienda è in utile e in una fase di crisi del Paese, se neppure un settore che malgrado tutto regge riesce a evitare di intaccare i livelli occupazionali, vuol dire che siamo a un punto drammatico. È augurabile che Franco Bernabè ci ripensi. Anche perchè le posizioni assunte dall’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) sulla situazione di Telecom erano verosimilmente immaginate in un altro contesto».

Un'interpretazione della notizia arriva sul Web da Zeus News, secondo cui Telecom Italia vuole strappare ai sindacati un accordo che obblighi a lasciare l'azienda i lavoratori che hanno acquisito il diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità (sono quasi 700 in tutta Italia), come pure quelli che dopo 3-4 anni di mobilità hanno la possibilità di andare in pensione (quasi 1.500 lavoratori), mentre finora si era trattato di una possibilità facoltativa: «Probabilmente Bernabè è preso di mira anche dal Governo, che non gradisce la sua indisponibilità ad accordarsi con gli altri gestori per una rete a banda larga in fibra ottica: Berlusconi lo avrebbe definito "poco flessibile". Lo dimostra anche il recente pubblico alterco con il settimanale Panorama. La strategia di Bernabè è di giocarsi il tutto per tutto puntando sulla riduzione dei costi, per avere almeno il sostegno dei grandi azionisti, anche a costo di andare a uno scontro frontale con il sindacato». E intanto si guarda intorno e punta al Brasile...

lastampa.it

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