lunedì 12 luglio 2010

Quote latte, Galan contro Lega "Si dimetta chi causa multe Ue"

BRUXELLES - Le quote latte dividono la maggioranza. Appena arrivato a Bruxelles per il Consiglio Ue dei ministri europei dell'Agricoltura, il ministro Giancarlo Galan è tornato ad attaccare la Lega e il suo lobbismo in favore degli allevatori: "Spero che il Parlamento italiano abbia un minimo di dignità", ha detto Galan che si è domandato "con quale credibilità un ministro può affrontare una battaglia come questa per la politica agricola comune. Con quale faccia si presenta in un consesso europeo quando in Italia deliberatamente i parlamentari della maggioranza vanno contro le norme europee?". Il riferimento è all'emendamento alla manovra economica presentato dal relatore Azzollini in Senato e che ha procurato una dura lettera di richiamo 1 da parte del commissario all'Agricoltura Dacian Ciolos, che ha avvertito che l'Italia rischia ora una procedura d'infrazione.

Alla domanda se intenda dimettersi, il ministro ha risposto: "Si dimetterà chi causa multe e sanzioni europee all'Italia". Il ministro aveva preannunciato le sue possibili dimissioni dall'incarico se il Parlamento italiano avesse approvato la proroga a fine anno del pagamento delle multe da parte di quegli allevatori che non hanno rispettato le quote latte stabilite dall'Ue. La Lega Nord appoggia la battaglia di questi allevatori, in contrasto con il Pdl. "Oggi sono qui a Bruxelles - ha aggiunto - per dare una sensazione di serietà alla presenza italiana a Bruxelles; mentre là difendono un piccolo manipolo di trasgressori". "Il guaio ora è - ha concluso Galan - che tutti in Europa vedono quel che facciamo noi e questo ci deve preoccupare".

La minaccia della Ue. L'avvertimento è arrivato il 10 luglio dal commissario all'Agricoltura Dacian Ciolos in una lettera inviata a Galan, anch'egli fortemente contrario all'emendamento approvato per un solo voto in commissione al Senato che prevede un rinvio a dicembre del pagamento delle rate a carico degli agricoltori per le multe per le quote latte (a partire dalla rata del 30 giugno). Le parole di Ciolos non lasciano dubbi sulle intenzioni della Ue: se l'emendamento sulle quote latte "dovesse essere adottato la Commissione sarebbe costretta ad avviare la procedura appropriata ai sensi del Trattato", scatterebbe cioè la procedura d'infrazione. "Non c'è alcun dubbio che la sospensione dei pagamenti, prevista nell'emendamento, sarebbe non solo in netto contrasto con il diritto Ue ma anche con i ripetuti impegni, assunti a livello politico dal Governo italiano, di imporre una rigorosa ed efficiente applicazione del regime delle quote latte in Italia" scrive ancora il commissario Ue, prendendo tuttavia nota del fatto che il ministro italiano "ha espresso netta contrarietà a tale emendamento". Inoltre, "sospendere i pagamenti sarebbe non solo in contrasto" con la Decisione unanimemente adottata dal Consiglio nel 2003, "ma priverebbe - sottolinea ancora Ciolos - anche gli agricoltori italiani interessati dei vantaggi finanziari di quel piano che consiste nel pagare i prelievi senza interessi su 14 anni invece di pagare l'intero debito in una unica soluzione". "Mi è d'obbligo sottolineare - prosegue il commissario - che il diritto Ue impone all'Italia di assicurare l'effettiva riscossione dei prelievi sulle eccedenze dovuti dai produttori di latte". Perciò, se sospendesse l'applicazione del piano di rateizzazione approvato nel 2009, "l'Italia sarebbe ancora più distante dall'adempimento dei suoi obblighi di riscossione ai sensi del diritto Ue. Questo aggraverebbe le preoccupazioni cui la Commissione ha recentemente dato voce nel suo rapporto al Consiglio del 26 Marzo 2010 a riguardo dell'estrema lentezza - bacchetta ancora Ciolos - con la quale l'Italia opera l'esazione dei prelievi sulle eccedenze che non sono oggetto del piano di rateizzazione del 2003". Nella missiva Ciolos ricorda tra l'altro al ministro delle Politiche agricole che la strada della richiesta dilazionatoria sulla annosissima vicenda delle quote latte (la loro introduzione risale ormai a 26 anni fa con l'allora ministro Pandolfi) è già stata battuta dall'Italia, ma senza successo: "Il suo predecessore ha già effettuato una richiesta di dilazione del pagamento della sesta rata prevista dal piano di rateizzazione del 2003", richiesta però rigettata a suo tempo dalla Commissaria Fischer Boel in ragione del fatto che l'accordo prevedeva chiaramente il rimborso mediante rate annuali di uguale importo.

La protesta dei trattori. Dopo sei mesi di tregua, i produttori del latte manifestano oggi davanti alla sede della Commissione Ue dove è previsto l'arrivo di migliaia di agricoltori con i loro trattori. Da stamane la sede del Consiglio Ue, dove si tiene la riunione dei ministri agricoli dei 27, e il palazzo Berlaymont, sede dell'esecutivo europeo, sono circondati da cavalli di frisia per tenere a distanza i manifestanti e molti sono i poliziotti mobilitati. Alla manifestazione di Bruxelles - indetta dall'European Milk Board (Emb) - saranno presenti anche oltre un centinaio di produttori italiani, partiti ieri sera da Brescia in due pullman. Li guiderà Roberto Cavaliere, rappresentante nazionale del Copagri e membro dell'Emb.

repubblica.it

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