mercoledì 14 luglio 2010

Mineo, Rainews: "Mi cacciano per logiche politiche"


di Natalia Lombardo

Corradino Mineo, direttore di RaiNews, sembra davvero sul filo della rimozione, non giustificata se non con le mire della Lega sul canale all news, per regionalizzarne l’identità in un futuro accorpamento con RaiTre, anche questa resa «federalista».
Oggi e domani si riunisce il Cda della Rai: continua il braccio di ferro del direttore generale, Mauro Masi, per impedire che Annozero riprenda a settembre. E poi l’ultimo repulisti: via Mineo da RaiNews per fare entrare, dall’esterno, Franco Ferraro, conduttore di Seven a Sky, giornalista professionista da due anni, dato in quota Lega per lo sponsor Antonio Marano. Potrebbe fermarsi, invece, la nomina di Susanna Petruni a RaiDue, scalzando Liofredi che annuncia una causa. La prepara anche Raffaele Genah, vicedirettore del Tg1 rimosso dalla conduzione.
In difesa di Mineo si è sollevato un fronte bipartisan: non solo il Pd, l’Idv, i radicali, l’Udc, ma anche Granata e il ministro Rotondi. Protestano per le nomine politiche e le assunzioni dall’esterno i dirigenti dell’Adrai, e l’Usigrai annuncia un «voto sul Dg Masi».

Mineo, una difesa trasversale...
«Fa piacere che qualcuno abbia apprezzato il nostro lavoro. Con il “Caffè” abbiamo alimentato il dibattito all’interno della maggioranza e dell’opposizione. Il compito della tv all news non è quello di sparare notizie a raffica, ma di muovere il confronto, uscire dalla propaganda».

Il Dg Masi l’ha informata della sua volontà di cambiare direttore, o l’ha saputo solo dalle indiscrezioni?
«No, ne so quanto voi. Ma dico, avete mai visto l’azienda vantare i risultato di RaiNews? No, quindi non mi stupisco del fatto che non mi dicano niente. Negli ultimi tre giorni siamo in parità di ascolti con Sky: domenica eravamo in testa, sabato e lunedì eravamo sotto di 50 spettatori di media. In prime time, la mattina presto, siamo leader assoluti: su RaiTre facciamo il 10 per cento di share, quasi il 2 sul digitale e sul sito. Mi hanno chiuso Il Caffè per dare spazio a Buongiorno Italia su RaiTre, e me lo restituiscono l’estate dalle 7 alle 8 perché non hanno i soldi per la tv glocal».

Un rimozione dalla logica politica?

«Non so che dire. Non è legata agli ascolti, né ai costi perché costiamo pochissimo e non ci hanno dato niente. C’è un’altra idea di all news? Qual è? Questo piano industriale è secretato. Si parla di fusione con Televideo. Si parla molto, il che spiegherebbe la scelta del giornalista Ferraro, che spero che sia un ottimo professionista, per le attribuzioni di fede che gli danno, che il modello dovrebbe essere quello di Buongiorno Italia: notizie a mitraglia dal burka all’assassinio alla festa locale. Un modello non vincente e che costa molto. Le uniche tv all news del mondo che vanno bene hanno un’identità netta: Fox News e Al Jazeera. La Cnn ha 200mila telespettatori in prime time, Fox News un milione. RaiNews 50mila, perché ha un’idea chiara: dare la notizie sempre animata dal dubbio, e discutere tutto.

Se Masi le proponesse di dirigere il Gr Parlamento, però sotto la supervisione di Preziosi, accetterebbe?
«Come faccio a prendere sul serio un proposta da un editore che per un anno e otto mesi mi ha lasciato in trincea senza darmi niente, né un riconoscimento né mi ha comunicato alcunché».

Pensa che farebbe causa?

«Non so. Questo sì che è da regime: uno prima spara e poi tratta. Io non faccio la vittima, i direttori si cambiano, ma dopo un confronto onesto con chi ha lavorato. C’è una redazione che si è comportata benissimo pur senza mezzi. Il problema non è Corradino Mineo, il problema è RaiNews. Quando, per ragioni che non conosco, mi toglieranno allora mi preoccuperò di cosa fare».

unita.it

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