mercoledì 14 aprile 2010

Missione compiuta: via Emergency da Lashkar-Gah


di Umberto De Giovannangeli


Ieri mattina il personale internazionale dell'ospedale che ancora si trovava a Lashkar-Gah - dopo l'arresto di Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani - ha preso un volo per Kabul diretto alle strutture di Emergency della capitale afghana. Si tratta di cinque operatori; una anestesista e tre infermiere italiane e un fisioterapista indiano. Dall'arresto dei tre italiani, i cinque operatori sono rimasti nelle loro case e non erano più rientrati in ospedale. Ora sono nella guest house di Emergency a Kabul. L'ingresso della casa - una porta di metallo rossa in Shahr-e-Now Road - è sbarrato da due persone che in dari, la lingua locale, spiegano di non poter permettere l'accesso agli sconosciuti.

Missione compiuta
«Se volevano non farci più operare a Lashkar-Gan, l'obiettivo è stato raggiunto. Non abbiamo più notizie dell'ospedale. Siamo fermi alla presa in possesso delle autorità afghane di sabato scorso» dice Alessandro Bertani, vicepresidente di Emergency . «Per Emergency - prosegue Bertani - ciò vuol dire che nella zona non ci sarà più un ospedale che accoglie le vittime. Ricordo che lunedì ci sono state altre vittime a Kandahar. Partiti noi, in questo momento in quell'area non c'è più un presidio ospedaliero». «Da sabato - aggiunge - al nostro personale è stato impedito di entrare e quindi di fare il proprio lavoro». Nell'ospedale lavora personale afghano ma - osserva il vicepresidente della ong - «non sappiamo cosa succede lì». Il silenzio continua ad avvolgere la detenzione dei tre medici di Emergency. Un silenzio inquietante, minaccioso. Rotto in serata da Gino Strada: «Tutti i nostri operatori internazionali, sia i tre fermati che tutti gli altri, si trovano a Kabul», annuncia il fondatore di Emergency.

Diplomazia in azione
Qualcosa si sta muovendo. Una conferma viene dalla Farnesina e dall'ambasciata italiana a Kabul. Una lettera del ministro degli Esteri Franco Frattini verrà recapitata oggi al presidente afghano Hamid Karzai sulla vicenda dei tre operatori di Emergency nelle mani dei servizi afghani. A darne notizia da Sarajevo è lo stesso Frattini. «L'ambasciatore a Kabul Claudio Glaentzer - dice il titolare della Farnesina - ha incontrato il ministro degli Esteri afghano Rassoul a Kabul e gli ha preannunciato una mia lettera personale al presidente Karzai». Il ministro ha spiegato che la lettera «verrà recapitata oggi dall'ambasciatore Attilio Massimo Iannucci, mio inviato speciale. partito per l'Afghanistan insieme al magistrato italiano consigliere giuridico al ministero degli Esteri che assisterà l'ambasciata italiana nel seguire l'evoluzione dell'inchiesta che riguarda i nostri connazionali».

Le indagini per capire se ed eventualmente come i tre operatori di Emergency siano rimasti coinvolti nel presunto complotto per uccidere il governatore di Helmand sono ancora in una fase iniziale. Secondo fonti bene informate, non dovrebbero andare troppo per le lunghe. L'auspicio del ministro Frattini è che «si abbia una definitiva valutazione da parte delle autorità inquirenti con la presenza e con l'assistenza del nostro personale». «Seguiamo questa fase delle investigazioni e certamente lo facciamo con il desiderio che si accelerino il più possibile le indagini», ribadisce il titolare della Farnesina.

Ma il popolo della pace chiede al governo italiano di stringere i tempi ed esigere dalle autorità afghane l'immediato rilascio dei tre operatori di Emergency. È una solidarietà che viaggia su internet. E che cresce di ora in ora. Sono già oltre 200mila le adesioni raccolte in 48 ore dall'appello di Emergency a sostegno dell'attività della ong in Afghanistan. Nell'appello «Io sto con Emergency», lanciato domenica sera, si ricorda la vicenda dei nove operatori fermati a Lashkar-Gah il 10 aprile, e che Emergency è un'organizzazione «indipendente e neutrale. Dal 1999 ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afghani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso».

unita.it


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