domenica 11 aprile 2010

La bomba del Professore

Premessa di Dario Campolo: Condivido pienamente quanto affermato e detto da Romano Prodi, dei seugito riportato.

A guidare il Pd siano i segretari regionali. E l’attuale struttura del partito tolga il disturbo. Non serve. Troppo autoreferenziale.

Le parole che Romano Prodi oggi affida al Messaggero sono una piccola bomba atomica nel dibattito già teso del dopo regionali. Perché non è una suggestione. Anzi. Il Professore disegna una road map precisa e dettagliata. Primarie in ogni regione, gli eletti nell’esecutivo e dall’esecutivo la scelta del segretario. Addio organi nazionali, insomma. Un Pd tutto federale.

Se non è un benservito a Bersani, poco ci manca.

Complice la domenica, i vertici democratici tardano a commentare. Ma c’è da scommettere che l’intervento dell’ex presidente del Consiglio non sia stato preso proprio benissimo. Basta sentire Giuseppe Fioroni, il solo tra i dirigenti di peso a dire qualcosa.

“L’organizzazione non è la panacea – dice – ma rispetto le opinioni di tutti”. Il fatto è che Romano Prodi non è “tutti”. E’ uno che nel partito, e soprattutto tra la gente del Pd, pesa ancora parecchio.

E nel dibattito confuso e a tratti inconcludente di queste ore, la sua idea di azzeramento e ripartenza federale rischia di essere assai popolare.

repubblica.it


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