sabato 3 aprile 2010

Angelino inciampa sui preti pedofili


di Antonella Mascali


Alfano manda gli ispettori contro il pm anti-stupri che aveva denunciato "coperture" ecclesiastiche degli abusi

Martedì prossimo comincia alla Procura di Milano l’ispezione ministeriale decisa dal guardasigilli Alfano, questa volta mosso non dalla preoccupazione per indagini su Berlusconi, ma per "il tono potenzialmente diffamatorio" di un’intervista su Il Giornale della famiglia del premier. E’ stata rilasciata dal procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno, sui preti pedofili, con parole che ormai dice anche il Papa. Forno, capo del pool specializzato in abusi sessuali su minori, ha dichiarato: "Nei tanti anni in cui ho trattato l'argomento non mi è mai arrivata una sola denuncia, né da parte dei vescovi né da parte dei singoli preti". E sulle denunce: non sono mai state presentate da ecclesiastici ma da familiari "dopo che si sono rivolti all’autorità religiosa e questa non ha fatto assolutamente niente". Poi un sospetto pesante: "Che ci siano sacerdoti che scelgono di fare i sacerdoti perché è oggettivo che nella scelta c’è un’enorme facilitazione nell’avvicinare le vittime".

Una forte critica alla Chiesa da parte di un magistrato, ha offerto ad Alfano un’occasione per lanciare quella che a molti osservatori appare un’operazione politica: riaffermare i rapporti privilegiati tra Pdl e Vaticano dopo l’idillio scoccato tra la Lega e Oltretevere, suggellato dall’abiura dei neogovernatori Cota e Zaia della pillola abortiva. Infatti il governatore della Lombardia, Formigoni si è spellato le mani per applaudire l’iniziativa del ministro e collega di partito. Ma Alfano è stato più realista del re, anzi del Papa.

Ratzinger il 20 marzo scorso è stato duro come, se non più di Forno, nel condannare i silenzi di alti prelati sugli abusi sessuali. Lo ha fatto con una lettera ai cattolici irlandesi dopo le inchieste su abusi decennali in collegi religiosi da parte di preti: "Siamo tutti scandalizzati per i peccati e i fallimenti di alcuni membri della Chiesa". E sull’omertà di alti prelati: "Non si può negare che alcuni di voi e dei vostri predecessori avete mancato, a volte gravemente…". Alfano ufficialmente ha deciso l’indagine ministeriale perché si deve accertare se la condotta di Forno "abbia violato i doveri di correttezza, equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia…".

Gli ispettori al momento raccoglieranno notizie dalla Procura generale ma potrebbero decidere di arrivare in procura in seguito. Forno ha dichiarato di essere "assolutamente tranquillo, fornirò agli ispettori tutte le spiegazioni necessarie. Non ho mai inteso generalizzare né criminalizzare l’intera Chiesa". Il magistrato però ha ribadito le sue accuse: "Più che con la dimensione del fenomeno, ad allarmarmi è l’atteggiamento delle gerarchie". Infine un’altra dichiarazione: "Una volta iniziate le indagini non ho avuto ostacoli dalle autorità ecclesiastiche". Forse è la risposta al comunicato della Curia di Milano che, riferendosi a un’intervista su Il Giornale di ieri ad un padre che l’ha accusata di aver protetto un prete pedofilo, ha dichiarato che "non ha in nessuno modo coperto i presunti abusi o ostacolato le indagini". Quanto alle reazioni dei magistrati all’intervista di Forno, al Csm ci sono sottolineature diverse: "Se gli ispettori hanno solo il compito di acquisire le dichiarazioni di Forno su quell'intervista, ha detto il consigliere Mario Fresa, non mi pare che Alfano stia esorbitando dai suoi poteri". Un altro consigliere, Fabio Roia, ha criticato la scelta di Alfano di comunicare alla stampa la sua iniziativa: "In questo momento ci sono grandi temi che stanno investendo il Paese e che sono particolarmente cari alla Chiesa cattolica. L'effetto annuncio sembra finalizzato a capitalizzare un eventuale consenso politico". (Leggi tutto) di Antonella Mascali

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