mercoledì 17 marzo 2010

Ue preoccupata sui conti pubblici "L'Italia si prepari a nuove misure"

di Andrea Bonanni

BRUXELLES - L'Italia deve specificare quali sono "gli ulteriori sforzi di consolidamento" già previsti e che intende varare per mantenere l'obiettivo di un risanamento del bilancio entro il 2012. Inoltre deve tenersi pronta ad adottare "ulteriori misure" per raddrizzare i conti pubblici nell'eventualità che una crescita economica inferiore a quella prevista dal governo italiano metta a rischio il raggiungimento degli obiettivi del suo programma di stabilità.

E' questo, in sostanza, il senso della valutazione dell'aggiornamento del programma di stabilità italiano che la Commissione europea dovrebbe approvare oggi. Nel complesso, Bruxelles dà una "valutazione positiva" del documento triennale presentato dal governo per il periodo 2010-2012. Tuttavia, come già aveva osservato al momento di aprire la procedura per deficit eccessivo, il piano di rientro del deficit pubblico è esposto ad alcuni fattori di rischio che potrebbero mettere in pericolo il conseguimento degli obiettivi.

Tra la quasi totalità dei Paesi europei che si trovano in condizione di deficit eccessivo, l'Italia è uno di quelli chiamati a risanare il proprio bilancio prima degli altri.

Nel dicembre scorso, i ministri delle Finanze dell'Unione avevano dato al nostro Paese tempo fino al 2012 per riportare il fabbisogno al di sotto del tre per cento, come richiesto dal Patto di stabilità, mentre molti altri Stati membri hanno avuto un anno di tempo in più. Una fretta, quella della Commissione e del Consiglio Ecofin, che si giustifica con l'elevatissimo livello del debito pubblico nazionale. Il governo aveva detto di accettare e condividere questo obiettivo, che rientra peraltro nella logica dell'ultimo Dpef.

Ora Bruxelles sta rivedendo l'andamento dei bilanci di molti Paesi alla luce degli ultimi dati sull'andamento delle economia. E ha già rivolto osservazioni critiche sia alla Gran Bretagna sia alla Francia.

Per quanto riguarda l'Italia, la Commissione esprime di nuovo il timore che la crescita economica prevista dal governo italiano possa essere troppo ottimista (nelle previsioni dell'autunno scorso il governo calcolava un 2 per cento di crescita nel 2011 e la Commissione solo l'1,4). In questo caso, dice Bruxelles, sarebbero necessarie misure aggiuntive per far fronte alle minore entrate fiscali. La Commissione inoltre esprime il timore che le entrate si rivelino comunque inferiori al previsto, soprattutto per quanto riguarda lo scudo fiscale, e che le spese possano risultare superiori per effetto del federalismo fiscale. In tutti questi casi, la discrepanza tra le previsioni e la realtà andrà compensata con nuove misure.

Bruxelles infine chiede al governo di dettagliare quali siano i provvedimenti che intende adottare per i tagli già annunciati e pari allo 0,4 per cento del Pil nel 2011 e allo 0,8 nel 2012. Nel suo programma di stabilità, infatti, l'Italia ha calcolato queste due ulteriori riduzioni del deficit senza tuttavia spiegare come intende ottenerle. Il ministro Tremonti ieri non ha voluto fornire indicazioni su quali siano le sue intenzioni in proposito, rinviando al discorso che ha in programma per oggi alla Camera.

repubblica.it

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