martedì 23 marzo 2010

Telecom Italia ristruttura il settore It - "Posto a rischio per centinaia di dipendenti"

ROMA - Si chiama "efficientamento". E' il nuovo eufemismo usato dalle aziende per annunciare riduzioni del personale ed è la parola per cui domani il settore IT di Telecom Italia si fermerà per una giornata di sciopero. I tagli all'organico sono infatti annunciati tra le righe del verbale con il quale Telecom Italia spa annuncia la cessione del proprio ramo d'azienda dell'Information technology alla srl Shared Service center (Ssc), una controllata Telecom con sede romana in via di Tor Pagnotta.

Telecom, spiega il verbale, conserverà le attività di indirizzo e programmazione informatica, mentre passerà a Ssc quelle operative. Ssc, invece, fornirà "servizi informatici all'interno del Gruppo, focalizzandosi esclusivamente sul static dei servizi offerti attraverso strutture che forniscano servizi end to end progressivamente allineati ai best performer del mercato di rifferimento sia in termini di qualità che di costi". Se questo è il progetto, il verbale precisa che "sarà compito di Ssc avviare tutte le iniziative di razionalizzazione dei propri costi industriali, compreso l'efficientamento dell'organico in forza, al fine di conseguire i livelli di competitività necessari".

L'operazione scatterà il primo aprile e coinvolge 2.150 dipendenti Telecom altamente qualificati - sesto e settimo livello e quadri - sparsi nelle sedi di Bari, Bologna, Cagliari, Cesano Maderno, Firenze, Foggia, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pomezia, Roma, Rozzano, Torino, Trento e Venezia. Il timore dei sindacati è che "l'efficientamento" finirà per riguardare centinaia e centinaia - forse ottocento - di questi lavoratori. Per questo è stato proclamato lo sciopero di domani anche se, in un contesto già difficile per il settore, sono le scelte complessive di Telecom Italia a preoccupare il sindacato: "Negli ultimi tre piani industriali - dice Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc Cgil - ha prevalso solo la logica del risparmio: riduzione degli investimenti, svendita di pezzi, come in Germania e Francia, e tagli al costo del lavoro. Il risultato è che dieci anni fa Telecom aveva 120mila dipendenti e oggi ne ha circa 58mila. Soprattutto non si vedono prospettive di rilancio. Anzi, mentre tutto il settore va verso l'integrazione con l'informatica, il potenziamento dei servizi di trasporto e personalizzazione dei contenuti, Telecom sembra andare nella direzione opposta".

Lo sciopero di settore di domani, così, rischia di essere l'inizio di una vertenza più ampia: "Aspettiamo il nuovo piano industriale che dovrebbe arrivare per la fine del mese - conferma Genovesi - . se dovesse confermare questa tendenza all'autodistruzione, sarà inevitabile una risposta ferma, con uno sciopero generale di gruppo".

repubblica.it

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