mercoledì 24 marzo 2010

Silenzio, parla B.

di Paolo Ojetti

TG PAPI

Tg1

Nessuno lo invita. Non c’è bisogno, tanto lui nemmeno bussa. Non c’è nemmeno bisogno di dirgli: faccia come se fosse a casa sua. Lui dà un calcio alla porta ed entra. E così, ieri mattina Berlusconi è entrato a piedi pari (via telefono, più comodo) a "Uno mattina". Stefano Ziantoni, folgorato, ascoltava in raccoglimento. Il Grande Centralinista spargeva odio contro la magistratura, esortava la sue truppe a non disertare e proponeva l’elezione diretta di lui stesso a "premier" o a Capo dello Stato. Il Tg1 ha poi ripreso la pappardella autocratica, dimostrando in un colpo solo chi comanda davvero in Rai e che la par condicio non la fa a pezzi solo Emilio Fede. Ora non si capisce perché un cittadino debba pagare il canone a un’azienda appaltata a una fazione politica. Come se non bastasse, il Tg1 ha preso i vescovi al balzo e sta trasformando una tornata elettorale amministrativa in uno scontro fra il bene e il male attorno alla legge 194. Sappiamo di scrivere un libro dei sogni, ma perché i consiglieri non berlusconiani non se ne vanno all’istante? Devono chiedere il permesso a Bersani? Perché i colleghi che tanto "soffrono" non lasciano le conduzioni e rinunciano alle mansioni redazionali? Perché?

Tg2

Riciclato anche qui, torna Berlusconi al telefono, solo che le telefonate raddoppiano: il Tg2 raccoglie anche quella che il "premier" ha fatto a un convegno pidiellino di Assisi. E’ una campagna elettorale a gettoni: non c’è bisogno di pressioni occulte, ora si obbedisce allo scoperto. Passano, a supporto, anche alcuni brandelli di San Giovanni, con folla espansa e bandiere al vento. E continua il contropiede dei vescovi, così Lupi, Gasparri e tutti gli altri possono, untuosi, straparlare in tivvù di aborto ripetendo con ipocrisia: "Noi non vogliamo strumentalizzare".

Tg3

E, in coda, per completare la giornata arriva anche il comizio di Torino pro-Cota. C’è Mariella Venditti, ma Berlusconi dilaga e torna ad attaccare la magistratura, presentandola come un covo di traditori della patria, di venduti a chissà quale nemico, al lavoro per inconfessabili progetti eversivi. Sono cose mai viste. Come non si era mai visto un presidente del Consiglio trasformarsi in un capopopolo fazioso, mai visti attacchi così forsennati a un potere dello Stato. Il prossimo passo quale sarà? E cosa sta facendo Napolitano che assiste alla rapida demolizione dello Stato di cui è il Capo? Ma il Tg3 non sembra preoccupato e parla solo di "toni accesi" della campagna elettorale. A un certo punto la telecamera inquadra un tifoso pidiellino che si copre con una bandiera, ma a rovescio. Così si legge: OLOPOP ALLED ATREBIL INOCSULREB. Mitico.

il Fatto Quotidiano

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