mercoledì 10 marzo 2010

Processo Calvi: Ciancimino jr, gli affari tra don Vito e Calvi

di Maria Loi

Roma. Massimo Ciancimino, il quarto figlio dell’ex sindaco di Palermo, è di nuovo in aula. Interrogato dal pg Luca Tescaroli in qualità di testimone assistito e imputato in procedimento collegato nel processo d'appello per l'omicidio del banchiere Roberto Calvi, trovato impiccato a Londra il 18 giugno del 1982 sotto il ponte dei Frati Neri.

Di quel delitto Ciancimino jr ha raccontato che il padre “commentò senza meraviglia la notizia della morte di Roberto Calvi. Disse che si era trovato impossibilitato a restituire somme non sue di denaro e che era stato punito per non aver rispettato gli impegni assunti”.

A dare l’ok alla sua audizione è stata la Prima Corte di Assise d'Appello di Roma presieduta da Guido Catenacci dopo aver accolto le richieste di Luca Tescaroli che aveva appellato la sentenza del 6 giugno del 2007 della Seconda Corte d'Assise di Roma. Allora furono assolti per insufficienza di prove quattro dei cinque imputati accusati di omicidio volontario premeditato (Flavio Carboni, Silvano Vittor, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi per i quali il pm aveva chiesto l’ergastolo). Manuela Kleinszig, la compagna del faccendiere Flavio Carboni, è stata l’unica imputata per la quale il pm Tescaroli ha chiesto l’assoluzione.
Ora il dibattimento è stato parzialmente riaperto per ascoltare Massimo Ciancimino e il maresciallo della Dia Corrado Grassi che ha fatto indagini sulle questioni su cui Ciancimino afferma di poter testimoniare.
Il figlio dell’ex sindaco ha raccontato i rapporti finanziari avviati a partire dagli anni Settanta tra il padre, don Vito e Roberto Calvi. Secondo il teste, il padre conobbe il banchiere attraverso gli imprenditori Salvatore Buscemi e Franco Bonura, chiamati i “gemelli”. “Era il periodo in cui papà si pose l’esigenza di portare all’estero i suoi soldi anche in vista di investimenti immobiliari in Canada e alla periferia milanese”.
Il primo incontro con Calvi risale agli anni ‘70 quando don Vito fa la spola tra Palermo e Milano per compiere la sua attività imprenditoriale. E sempre in quel periodo una riunione avviene anche a Sirmione quando oltre all’ex sindaco di Palermo, parteciparono all’incontro Luciano Liggio, il medico Antonino Cinà, Salvatore Buscemi e poco dopo li raggiunse anche il banchiere Roberto Calvi. Un altro ancora Massimo Ciancimino l’ha collocato nel luglio del 1980 all’hotel Duomo di Milano. “Sentii poco”, ha detto Ciacimino jr ma “vidi che scrivevano, si scambiarono carte, documenti, discussero anche animatamente”. Solo che, “Papà non gradì che Calvi gli fece sapere di non poter venire di persona a Losanna per il consueto passaggio di denaro, dando delega ad altra persona. Mio padre era un personaggio schivo, si fidava di pochissime persone e non gradiva affatto di dover conoscere un terzo soggetto che sapesse dei suoi affari elvetici”.
A Roma, invece, per le sue operazioni finanziarie Vito Ciancimino poteva contare sui rapporti con lo Ior grazie al legame privilegiato con la famiglia del conte Romolo Vaselli. Inizialmente fu lo stesso nipote del conte a cedergli una delle sue cassette di sicurezza, poi apprezzandone l’utilità, don Vito decise di servirsi di un’altra cassetta. “Alla fine, papà aveva due conti correnti e due cassette di sicurezza, una per i soldi della famiglia, un’altra per i destinatari politici ed amici di Cosa Nostra”. Sulla legge della extraterritorialità del Vaticano don Vito ebbe a dire che si trattava di “una totale blindatura da atteggiamenti invasivi dell’autorità giudiziaria”.
A processo si è parlato anche di due fogli consegnati dal teste a Luca Tescaroli il 12 gennaio 2010 nel corso dell’interrogatorio.
Secondo quanto ha riferito Ciancimino jr, c’è un appunto scritto in corsivo da don Vito che si riferisce agli investimenti effettuati dal padre dopo la sua elezione a sindaco a Palermo che riportano la seguente dicitura: Dell’Utri-Alamia, Calvi-Buscemi-Dell’Utri. Canada-Bono Pozza. Ior-Vaselli 5 miliardi, Milano 2 Costruzioni”.
Massimo Ciancimino ha parlato anche di un altro secondo foglio, scritto dalla segretaria personale del padre. In una delle due facciate è scritto della “conoscenza con Roberto Calvi tramite Buscemi e Bono. Conoscenza con Gardini tramite Buscemi e Bono. Rapporti tra Alamia Dell’Utri e Buscemi. Investimenti su Milano 2. Banca Rasini Edilnord. Rapporti bancari tra Ior Calvi Vaselli – Losanna. Investimenti Canada-Montreal. Giovanni e Sergio. Riunione al Castello con Di Carlo per Canada”.

antimafiaduemila.com

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