martedì 2 marzo 2010

Nuova vittima della crisi economica: è la quarta dall’inizio dell’anno nel Padovano

di Alberto Gottardo

CAMPOSAMPIERO — Galliera Veneta «Vado a fare un lavoro, torno presto». Ma il lavoro che intendeva fare Oriano Vidos, 50enne ex imprenditore del settore edile non era una ristrutturazione o un sopralluogo in un cantiere. Aveva deciso di ammazzarsi e per farlo ha scelto la cantina della propria abitazione di via Borgo Padova a Camposampiero. Ha fatto un cappio ad una corda, l’ha fatta passare dall’altra estremità ad una trave, ci ha infilato la testa e si è lasciato cadere nel vuoto. Lo stesso vuoto che vedeva nella propria vita, con un lavoro che non arrivava mai, il denaro che in banca non c’era più e la prospettiva di un futuro b u i o . D i s o c c u p a t o a 50anni e senza nemmeno il paracadute della cassa integrazione.

I vicini Oriano Vidos, nato ad Umago da genitori italiani era arrivato in provincia di Padova da giovanissimo. «Ha sempre lavorato tanto — spiegava ieri un vicino di casa—una persona infaticabile. Devoto alla famiglia, senza vizi né grilli per la testa». Negli anni il piccolo artigiano era riuscito a crescere e far studiare i due figli, a dare una bella casa alla sua famiglia, a guadagnarsi un minimo di agiatezza dopo che la vita lo aveva portato a crescere lontano dai luoghi dell’infanzia, sradicato da quel pezzo d’Italia che pochi anni prima che Oriano Vidos nascesse ha cominciato a chiamarsi Croazia. Poi da un paio d’anni a questa parte le cose avevano iniziato ad andare male negli affari, sempre peggio tanto che l’anno scorso la ditta individuale che Vidos aveva registrato alla Camera di Commercio una decina di anni fa è stata dichiarata fallita per debiti. Troppa la concorrenza in un mercato sempre più piccolo divorato dalla crisi. Con la perdita del lavoro e di una entrata dignitosa per la sua famiglia l’artigiano ha iniziato a scivolare nel baratro della depressione e non è riuscito a tirarsene fuori.

I precedenti E’ la quarta vittima della recessione economica in due mesi nel padovano. Prima di lui un altro artigiano ha deciso di uccidersi la notte di capodanno buttandosi nel canale scaricatore, poi un artigiano del settore alimentare a Cadoneghe e la settimana scorsa un imprenditore si è impiccato in un bar che gestiva con la convivente in un paesino sui colli. Quattro uomini accomunati dallo stesso tragico destino: perso il lavoro hanno perso anche ola fiducia in se stessi e la voglia di vivere. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cittadella del comandante Marco Stabile le cui indagini confermano l’origine economica della depressione e del conseguente gesto.

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