mercoledì 17 marzo 2010

La Rai senza talk show, ma si paga lo stesso «Il mio mese di canone per la scuola o i precari»

Scegli come destinare quei 125 milioni di euro

I politici litigano, le commissioni “vigilano”, i cda votano. Ma i talk show restano oscurati. «Il paradosso è quindi che paghiamo il canone al servizio pubblico per non avere informazione, per averla dobbiamo andare sulle reti private (e di chi siano le private si sa). Canone inverso» scrive oggi su l'Unità, Concita De Gregorio.

Ma perché si deve pagare per qualcosa che non si ha? Perché quei centonove euro chiesti dalla Rai a tutte le famiglie italiane in cambio di un “servizio pubblico”, in cambio di una informazione che per un mese viene negata, restano tali anche a fronte di un “prodotto” decurtato. Quello che lo Stato italiano, e tutti i suoi cittadini, stipulano con la Rai è un “contratto di servizio”, ma se manca il “servizio” non c'è ragione di pagare.

Averli indietro, si sa, è una utopia, allora facciamo così, cominciano a dirsi tra loro gli abbonati: la mia quota per il mese senza talk show, quei 9 euro virgola 083 la Rai li destini a qualcos'altro. Un rapido (nonché approssimativo) conteggio ci dà la misura di quanto potrebbe essere quella cifra: 9 euro moltiplicati per i 14 milioni di abbonati Rai, totale 125 milioni di euro, non proprio bruscolini per un Paese in recessione.

Che ci fareste, dunque, con quei 125 milioni di euro?

Ecco le nostre 10 possibilità, votatele scrivendo nello spazio commenti qui sotto
(a causa della grande partecipazione ci potrebbero essere dei ritardi nella pubblicazione):

1-La scuola: stabilizzare i precari, acquistare materiale (carta igienica, libri, ecc.), mettere in sicurezza gli edifici pericolanti.

2-Il lavoro: una quota per il prolungamento della cassa integrazione ordinaria (appena negato dal governo per mancanza di fondi).

3-Il ripristino del Fus (il contributo che lo Stato destina all'intero settore dello Spettacolo), senza il quale decine di compagnie teatrali, orchestre e produzioni cinematografiche stanno interrompendo l'attività.

4-Le strade del sud, come la Salerno-Reggio Calabria (così se fanno il Ponte sullo Stretto almeno ci si potrà arrivare).

5-Gli acquedotti italiani da riparare.

6-Le piccole opere pubbliche per migliorare la vivibilità delle nostre città (giardini, strade, pulizia, ecc...) oppure uno sconto sulle tariffe di acqua, luce e gas che continuano ad aumentare.

7-La benzina per le auto della polizia per permettere ai nostri poliziotti (e solo a loro) di pattugliare le nostre strade.

8-I servizi di assistenza per le famiglie con componenti non autosufficienti.

9-Le borse di studio per la ricerca scientifica.

10-Un aiuto per L'Aquila, una “mega-carriola” che porti via le macerie dal centro storico, un padiglione dell'ospedale, un nuovo asilo nido.

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unità.it


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