venerdì 19 marzo 2010

Comizio flop a Napoli di Belrusconi


NAPOLI - "Io sono Paperone, loro la Banda Bassotti". Silvio Berlusconi in un comizio a Napoli a sostegno del candidato del Pdl Stefano Caldoro attacca la sinistra che "ha cercato di gettare fango sulla Protezione civile, su Bertolaso, sugli eroi che hanno realizzato un miracolo" e critica la magistratura che "guarda caso", dice, ha rifiutato le liste a Roma e Milano "violando le leggi e tentando di farci passare degli incapaci". "I magistrati non fanno certo gli interessi degli italiani", aggiunge il Cavaliere. Sulla 'querelle' delle liste "i nostri uomini non hanno avuto nessuna responsabilità, nessuna colpa - sottolinea il premier - è venuta fuori la loro vecchia abitudine del '94 quando avevano fatto fuori tutti i partiti. Se non ci fossimo stati noi a scendere in campo i comunisti avrebbero avuto il 92% dei seggi".

Ma il padiglione 6 della Mostra d'Oltremare è pieno solo a metà. "In solo 48 ore era impossibile fare meglio", si giustifica il padrone di casa Cosentino, ma il flop è così evidente che gli organizzatori gonfiano i numeri: "Erano diecimila". Quando in realtà i fan di Berlusconi non arrivavano a duemila. Tanto che alcuni militanti hanno contestato, gridandogli "traditore", il finiano Italo Bocchino, che sarebbe stato sorpreso a fotografare la sala semivuota. La città sembra distratta, pochi manifesti in giro, nessun bagno di folla. Berlusconi è nervoso, delude il gruppetto di sostenitori che lo aspetta davanti all'albergo, annulla la cena elettorale, ignora i berluscones che stazionano nella hall in attesa di stringergli la mano.

Magistrati. "I tempi della campagna elettorale sono dettati da una magistratura politicizzata e amica della sinistra", dice il premier alla platea: "Avete mai letto su un giornale i risultati di questo governo e le critiche al malgoverno della sinistra? Purtroppo no"

Intercettazioni. Berlusconi torna a parlare dell'inchiesta di Trani e delle intercettazioni. L'Italia, dice, è "l'unico paese dell'Occidente in cui si intercetta un presidente del Consiglio". Le cose dette, come riportato dalle intercettazioni comparse sui giornali sulla vicenda Annozero, ''non solo sono lecite ma sono doverose'', afferma il presidente del Consiglio, spiegando che nelle sue telefonate a Giancarlo Innocenzi, membro dell'Agcom ''eletto da noi'' veniva detto che la trasmissione di Michele Santoro ''era inaccettabile. Era inaccettabile che si facessero i processi in tv senza la presena di un avvocato''.

Comunisti. ''Vedo un cartello lì in fondo: 'Silvio ci devi liberare dai comunisti'. Ebbene, sono qui per questo!''. Per il premier in caso di vittoria dei candidati della
sinistra "raddoppierebbero le imposte", dice. Quanto al programma della sinistra "vogliono vietare i pagamenti in contanti, ci sarebbe uno Stato di polizia tributaria, tutti noi perderemmo la nostra libertà", afferma il premier. Con la sinistra al governo, insiste il Cavaliere, "saremmo tutti intercettati, intercettati su tutto e le intercettazioni finirebbero sui giornali. Chi di voi - domanda il Cavaliere alla folla arrivata ad ascoltarlo - è sicuro di non essere stato intercettato? Vi sembra che questo sia un Paese libero? Vi sembra che l'Italia sia una democrazia quando viene calpestato il primo diritto, la privacy? Con la sinistra diventeremmo uno Stato di polizia. La sinistra non sa cosa è la democrazia", insiste Berlusconi. "I nostri comunisti - aggiunge - sono sempre gli stessi, fanno la campagna con i metodi di sempre".

Rifiuti elettorali. La crisi registrata in Campania nella raccolta rifiuti per alcuni giorni è da imputare all'imminente voto per le regionali, dice Berlusconi. "Hanno fatto dei rifiuti elettorali - spiega - da un problema piccolissimo, un ostacolo burocratico per il pagamento degli stipendi dei dipendenti dei consorzi. Ieri me ne sono interessato e abbiamo risolto. Ma non deve capitare e non capiterà più". Il premier ricorda che la prima emergenza che ha dovuto affrontare il suo governo è stata quella dei rifiuti della Campania: "L'abbiamo risolta per Napoli e per 552 Comuni in 58 giorni - rivendica - e ora c'è un termovalorizzatore e quattro discariche che funzionano benissimo".

Paperone e la Banda Bassotti. "Se io sono Paperone loro sono la Banda Bassotti", dice il premier. "Noi non abbiamo bisogno di soldi e quando il finanziamento pubblico per i partiti non basta - ha detto Berlusconi - qui c'è Pantalone. Anzi come mi hanno chiamato in questi giorni, Paperone".

Mafia, camorra e 'ndrangheta. "In tre anni sconfiggeremo la mafia, la camorra e la 'ndrangheta", afferma Berlusconi. "Lo Stato è tornato ad essere lo Stato", dice il premier ricordando i risultati del governo contro la criminalità.

Giustizia. Dalle elezioni regionali per il governo "ci deve essere un ulteriore mandato affinché si possa lavorare sicuri del sostegno della gente e introdurre nel nostro Paese la rivoluzione liberale", che significa "riforma importante delle istituzioni, una modernizzazione del fisco, una grande, grande, grande riforma radicale del sistema giudiziario".

"Fango sugli eroi dell'Aquila". Il presidente del Consiglio torna a parlare anche del sisma dell'Aquila. Di quanto fatto e soprattutto "di quanto fango è stato gettato sopra a un vero miracolo". Il premier cita le case antisismiche date ai cittadini e punta il dito contro chi ha cercato di rovinare tutto questo. "Hanno cercato in tutti i modi di gettare fango su quello che è un vero miracolo, su veri e propri eroi, su Bertolaso - aggiunge - è una vergogna".

"Sulle liste nessuna colpa del Pdl". "Ho fatto io il pm, interrogando sei persone separatamente per capire cosa era successo, e ho verificato che i nostri rappresentanti non hanno colpe", dice il premier in merito al caos liste nel Lazio. "Non è un caso che abbiano escluso le nostre liste a Roma e a Milano - sottolinea Berlusconi - I nostri rappresentanti di lista non hanno colpe. Sono stati mandati via dal Tribunale da un magistrato che aveva in ufficio il ritratto del Che. Invece avrebbero dovuto rincorrerli per far presentare le liste e consentire agli elettori del primo partito italiano di poter votare".

"No all'astensione". Da queste elezioni regionali ''il nostro governo deve uscire rafforzato''. Si tratta di fare ''una scelta di campo tra noi e loro'', dice Berlusconi, deve venire ''un ulteriore mandato'' all'esecutivo per portare a compimento la ''nostra rivoluzione liberale''. Ma perché questo si possa realizzare, aggiunge, è necessario non cedere all'astensionsimo e non votare i piccoli partiti, che ''non avranno alcun peso in Consiglio regionale''. Evitare insomma ''un voto alla sinistra''.

Immigrati. "Se la sinistra va al potere l'Italia avrebbe le frontiere spalancate e dall'immigrazione si passerebbe all'invasione", dice il premier. Per il Cavaliere la sinistra "vuole dare il voto agli stranieri perché cosi facendo vorrebbe cambiare a suo favore la bilancia elettorale".

"La Carfagna ha le palle". Elogi a Stefano Caldoro ("Uno dei migliori ministri che ho avuto") e elogi a Mara Carfagna dal premier. In particolar modo il Cavaliere esalta il ministro per le Pari Opportunità: "E' dolce" ma è anche "una donna con le palle", dice il premier concludendo il suo intervento alla mostra d'Oltremare.

repubblica.it

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