giovedì 11 marzo 2010

Cassa integrazione più lunga, no del Governo

Sacconi: "E' inutile, daremo parere negativo"

ROMA - Il governo "darà parere negativo all'emendamento" che allunga la durata della cassa integrazione ordinaria da 52 a 78 settimane. Lo annuncia il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che già ieri aveva definito "inutile" il provvedimento, dal momento che i nuovi strumenti già "proteggono bene" i lavoratori delle aziende in crisi. In particolare, Sacconi aveva sottolineato che è stata semplificata la procedura per la cassa straordinaria e che con la cassa in deroga si coprono "duttilmente e flessibilmente per un tempo anche indefinito tutti i lavoratori che hanno i requisiti".

L'emendamento che porta la cassa integrazione ordinaria da un anno a un anno e mezzo è stato approvato ieri dalla commissione Lavoro della Camera, con un sì bipartisan. Che però non fa i conti con la posizione del governo. Il presidente della commissione Lavoro della Camera Silvano Moffa (Pdl), interpellato dai giornalisti, invita a rispettare la posizione di Sacconi e del governo, ma anche le prerogative del Parlamento: "Sacconi ha tutto il diritto di spiegare il suo punto di vista in materia ma anche il Parlamento ha una sua centralità. Ci vuole rispetto per il governo che sta operando bene - dice Moffa - ma anche rispetto per il Parlamento, il cui lavoro è costruttivo e che fa le sue scelte in un'ottica non protesa a mettere in ombra il lavoro dell'esecutivo, quantomeno da parte della maggioranza. C'è una dialettica positiva fra l'esecutivo e le Camere che non possono essere limitate nel loro ruolo di proposizione legislativa anche su argomenti delicati".

Meno pacati i commenti degli esponenti del centrosinistra, a cominciare da Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera: "L'opposizione di Sacconi alla estensione della durata della cassa integrazione ordinaria è molto grave. Il ministro del Lavoro dimostra, così, di non comprendere la profondità della crisi e di non voler accogliere gli strumenti di tutela richiesti a gran voce e da tempo dalle parti sociali. Ci troviamo di fronte a un ministro autoreferenziale che ritiene inutile tutto quello che non decide lui".
Più duri ancora il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il responsabile welfare e lavoro, Maurizio Zipponi: "Il ministro del non lavoro, Maurizio Sacconi, conferma la sua missione di odio contro i lavoratori italiani: dovrebbe vergognarsi. Infatti, di fronte a un parere della commissione Lavoro della Camera, che allunga la Cassa integrazione ordinaria, egli frappone il no del governo con motivazioni risibili e provocatorie".

La cassa integrazione ha registrato un vero e proprio boom dall'inizio della crisi: nel solo mese di gennaio c'è stata rispetto allo stesso mese del 2009 una crescita del 99,25 per cento, con 39,5 milioni di ore. Peraltro i sindacati chiedono da tempo, oltre all'allungamento del periodo di corresponsione, anche un aumento dell'indennità, nella maggior parte insufficiente al mantenimento delle famiglie dei lavoratori disoccupati.

Contraria anche la Ragioneria generale. La misura che punta all'allungamento della Cassa integrazione ordinaria produce un ''effetto dicotomico che, in modo rigido e generalizzato per i settori interessati, potenzia tutele già esistenti'' e sottrae invece ''risorse'' che possono servire a garantire i ''lavoratori dei settori e/o tipologie di imprese (piccole e medie) che non possono pienamente usufruire degli ammortizzatori ordinari''. E' quanto si legge in una nota della Ragioneria dello Stato diffusa dall'Ansa.

repubblica.it

Nessun commento: