martedì 2 marzo 2010

Boom di fallimenti, Nord sotto stress

Particolarmente colpite le costruzioni e l'industria. Fine 2009 col batticuore: chiudono oltre 9mila aziende. Nel caos Lombardia, Veneto, Emilia e Lazio
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MILANO - Non si ferma il boom dei fallimenti in Italia, con tante imprese che chiudono soprattutto al Nord. Particolarmente colpite le piccole e le medie imprese, così come il settore delle costruzioni e l’industria nel suo complesso.

È il quadro che esce dal rapporto Cerved group, secondo il quale anche i concordati preventivi aumentano di numero.

Nel 2009 sono infatti state piu di 9 mila le imprese italiane che sono fallite (esattamente 9.255), il 23% in più rispetto al 2008. E l’ultimo trimestre dell’anno scorso è stato ancora molto duro: tra ottobre e dicembre sono state aperte quasi 2.900 procedure fallimentari, il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2008, trimestre nel quale si era già registrato un aumento del 43% rispetto al 2007.

Dopo la brusca caduta delle procedure seguita alla riforma della disciplina sulla crisi d’impresa - spiega il Cerved - dall’aprile del 2008 i fallimenti hanno iniziato una corsa che dura da sette trimestri consecutivi, con tassi di crescita sempre a due cifre.

L’impennata dei fallimenti ha toccato soprattutto il Nord: con un incremento del 25% nell’ultima parte dell’anno, nei dodici mesi del 2009 le procedure sono cresciute nel Nord Ovest del 33%, nel Nord Est del 26%, nel Centro, nel Sud e nelle Isole del 16%. La Regione più colpita è anche quella con il maggior numero di imprese: la Lombardia, dove nel 2009 sono fallite 1.963 aziende (il 21% del totale nazionale) contro le 1.510 del 2008 (+30%).

Seguono, in termini assoluti, il Veneto con 880 fallimenti e il Lazio con 870, ma va male anche l’Emilia Romagna (766). Rispetto alle imprese presenti sul territorio, è il Friuli la regione maggiormente colpita (’insolvency ratiò pari a 22 punti), seguita dalla Lombardia e dall’Umbria.

Le statistiche per dimensione di impresa confermano che i fallimenti toccano soprattutto aziende di piccola dimensione: il 75% delle società di capitale chiuse aveva un attivo inferiore a 2 milioni di euro tre anni prima dell’insorgere della crisi. Con un aumento del 33% dei fallimenti nell’ultimo trimestre 2009, le costruzioni risultano il settore che conta il maggior incremento di procedure nel corso dell’anno (+31%), seguito dall’industria (+26%). E in Italia è ancor più in crescita il ricorso al concordato preventivo: secondo Cerved Group, nel 2009 le imprese italiane hanno presentato oltre 900 domande di concordato (+62% rispetto al 2008), con una corsa nell’ultimo trimestre dell’anno scorso che - come i fallimenti - ha solo leggermente rallentato: +33% rispetto allo stesso periodo del 2008.

laStampa.it

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