domenica 21 febbraio 2010

Scudo, governo contro Bankitalia e ora l'Ocse apre un'indagine

di Roberto Petrini

ROMA - Duro attacco del governo alla Banca d'Italia, mentre l'Ocse apre un'indagine sullo "scudo". Poche ore dopo la diffusione dei dati di Via Nazionale che ridimensionano a 35 miliardi i rimpatri veri e propri di capitali in Italia grazie allo scudo fiscale, il ministro per la Semplificazione ha caricato a testa bassa: "Banca d'Italia o banca d'opposizione?", si è chiesto il leghista Roberto Calderoli. "Siamo ormai purtroppo abituati alla politica del 'tanto peggio tanto meglio', un atteggiamento che non si può concedere ad una istituzione come la Banca d'Italia che già in passato ha comunicato dati pessimistici e non fondati sull'occupazione. L'operazione scudo fiscale - ha aggiunto - rappresenta il più grande successo di sempre: Bankitalia torni ai suoi doveri istituzionali".

Parole pesanti alle quali Via Nazionale, come è suo austero costume, non ha reagito. Mentre si conferma, come annunciato dal governatore Draghi al Forex nei giorni scorsi, che l'Ocse, attraverso il Gruppo di azione finanziaria internazionale sta prendendo in esame, sotto il profilo della carenza delle norme anti-riciclaggio, lo scudo fiscale italiano.

A difesa del governatore e dell'operato dei suoi tecnici si è comunque levata la voce di un ampio fronte politico: "Il governo smentisca Calderoli, sarebbe paradossale che questo non avvenisse nel momento in cui il governo stesso è impegnato nel sostegno della candidatura di Draghi alla Bce", ha detto il vicesegretario del Pd Enrico Letta. Per il leader dell'Udc Casini quelle di Calderoli sono parole "dissennate", mentre per Elio Lannutti dell'Idv dopo i dati di Bankitalia il governo deve "chiedere scusa per le bugie dette".


La pubblicazione da parte di Repubblica della tabella di consuntivo dello scudo fiscale (prima tranche) di Bankitalia, che distingue tra denari rientrati in patria (35 miliardi) e attività rimaste investite all'estero (circa 50 miliardi, regolarizzati o rimpatriati meramente sul piano giuridico), ha provocato ieri la reazione del Tesoro. In una nota, emessa dal ministero dell'Economia, il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, contesta indirettamente i dati di Bankitalia: "I giochi statistici possono essere diversi, ma è la somma che fa il totale. Lo scudo fiscale 2009 si è concluso con uno straordinario successo: 93 miliardi di euro rimpatriati in Italia ad ogni effetto e due miliardi regolarizzati".

Ma anche la difesa tecnica delle cifre del governo viene rimandata al mittente: "Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Befera non smentisce in alcun modo la Banca d'Italia. Non dice quanta parte di capitali regolarizzati sono rimpatri fisici e quanti rimpatri giuridici. La smetta di fare politica", ha dichiarato Stefano Fassina, responsabile per l'economia del Pd.

In realtà i dati di Via Nazionale sembrano inoppugnabili. "I dati della Banca d'Italia - è tornata ieri a spiegare Maria Cecilia Guerra su Lavoce. info - permettono un'informazione statistica più accurata (non giochi statistici!). La Banca d'Italia distingue fra i rimpatri solo giuridici e i rimpatri veri e propri, perché compila le statistiche della bilancia dei pagamenti. Solo i rimpatri veri e propri danno luogo a flussi di capitali verso l'Italia da registrare nella bilancia dei pagamenti. I rimpatri giuridici riguardano invece attività che restano all'estero, ma di cui assume la gestione o la custodia un intermediario residente in Italia. Così i rimpatri veri e propri sono stati di 35 miliardi".

repubblica.it

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