lunedì 15 febbraio 2010

L'allarme di Bankitalia: crescita ai minimi europei

«Stiamo uscendo dalla crisi con un tasso di crescita basso, ai minimi europei. Una crescita economica sostenuta è base di benessere, è presupposto della stabilità finanziaria per un paese ad alto debito pubblico come l'italia. E' futuro per i giovani, dignità per gli anziani, il nostro Mezzoggiorno ne trarrebbe forza, può esserne traino». Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi al congresso Aiaf-Aassiom-Atic-Forex, che si svolge a Napoli, spiega che la "condizione" per la crescita sono le «riforme strutturali, la cui mancanza - sottolinea - ha segnato la perdita di competitività del paese che dura da un quindicennio».


Draghi dice che non è un problema solo italiano, è comune agli altri pesei europei ed è all'origine delle attuali fragilità. L'integrazione europea ha portato stabilità dei prezzi e «fino alla crisi efficace controllo sui deficit pubblici.

Dieci anni fa, all'avvio della moneta unica, si levarono voci a richiedere anche un più forte governo economico dell'unione. Furono sovrastate dai cori entusiasti che celebravano la meta raggiunta insieme all'impegno a resistere a ogni ulteriore integrazione».

«Alla fine dello scorso anno vi erano in Italia oltre 600 mila occupati in meno rispetto al massimo del luglio 2008. La quota di popolazione potenzialmente attiva che è al momento forzatamente inoperosa è elevata e crescente. Finchè la flessione dell'occupazione non s'inverte permane il rischio di ripercussioni sui consumi, quindi sul Pil», ha sottolineato il Governatore della Banca d'Italia nel suo discorso al Forex.

l'unità.it

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