sabato 27 febbraio 2010

Il popolo viola colora Roma 200mila per la legalità

L'Onda viola torna a Roma. Legalità e lotta al precariato

In versione pupazzo con banconote tra i denti; o mezzobusto portato a spalla con grande telecamera al seguito targata Rai e Mediaset; fotografato su manifesti o manichini, con indosso l'abbigliamento del carcerato e la scritta 'I have a dream...'. Ha dato fondo alla fantasia, spesso con espressiva comicità, il Popolo Viola che si è dato appuntamento oggi a piazza del Popolo per rappresentare l'immagine del premier Silvio Berlusconi definito anche, tra i tanti slogan, «piccolo uomo, grande corruttore» protagonista principale della giornata.

E del resto era lui l'obiettivo di una piazza, gremita fin dalle prime ore del pomeriggio, e fino a sera, di gente di ogni età, e che ha voluto sbandierare la sua rabbia color Viola ("più che viola cianotica" era scritto tra l'altro su uno dei cartelli portati dai manifestanti), verso chi, l'ha ricordato tra gli altri Marco Travaglio attraverso uno dei video proiettati, ha accumulato oltre 36 leggi ad personam per difendersi e «vuole mettere le mani sulla Costituzione».

Viola le bandiere, viola le magliette, viola i fiocchi ai cagnolini, così il simbolo del movimento d'opposizione che si esprime attraverso la piazza fisica, ma che comunica e si dà appuntamento anche attraverso quella immensa piazza virtuale che offre il web con blog, social network e sms, oggi ha ribadito la volontà di difendere la Costituzione italiana. Una piazza che ha chiesto agli «Onesti di tutta Italia unitevi» e che, per dirla con le parole di uno dei leader del Movimento, Gianfranco Mascia «rappresenta una intelligenza collettiva sparsa in tutta Italia».

«La legge è uguale per tutti» e per «difendere la Costituzione» laddove definisce la forma della democrazia, la tutela del lavoro, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, il diritto ad essere informati e il dovere di informare, e contro l'approvazione della norma sul legittimo impedimento, e a sostegno degli organi di garanzia costituzionale. Per questo in "vendita" per l'autofinanziamento del movimento, anche l'ironia più spinta: un "certificato di sana e robusta Costituzione", destinato a chi vuole difendere la Carta Costituzionale e un secondo "Certificato per il legittimo impedimento" che consente d'essere d'essere esonerato dall' entrare in un aula di tribunale come imputato. Queste tra le altre le 'armì dell'ironia usate come slogan, pacati ma decisi, di chi ha deciso di passare "dalla protesta alla proposta" ma passando anche attraverso anche alla musica, al ballo dimostrando di volersi giocare la partita della partecipazione.

Senza insegne di partiti dai quali è ben accolta l'adesione, arrivata tra l'altro a valanga da partiti del centrosinistra , da sindacati e movimenti civile, ma ai quali è stato chiesto con cortesia e fermezza di mettere le loro bandiere in seconda fila. Davanti sempre e solo il Viola.

l'unita.it


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