venerdì 5 febbraio 2010

Grecia, Spagna, Italia, Portogallo sono avvertiti!!


di Francesca Gerosa

Se la Grecia dovesse uscire dall'euro, il rating sovrano del Paese scenderebbe immediatamente a junk (spazzatura). L'allarme lo suona l'agenzia Standard & Poor's. Il managing director di S&P, Moritz Kramer, ritiene che nessun Paese lascerà l'euro e che i costi di una simile mossa sarebbero superiori ai benefici. Ma, ha aggiunto che, se ciò dovesse capitare alla Grecia, il suo rating verrebbe di nuovo tagliato.

Tutte le maggiori agenzie hanno recentemente ridotto il rating della Grecia. Quello assegnato da S&P è attualmente al livello BBB+, ancora all'interno del cosiddetto investment grade. Secondo le simulazioni di S&P in caso di uscita dall'euro il rating greco potrebbe scendere di circa quattro livelli, quindi all'interno dell'area speculativa (BB+ o sotto).

Se a uscire dalla valuta unica fossero Italia, Spagna o Portogallo i rispettivi rating, a detta di Kramer, potrebbero essere ridotti di due o tre livelli. Tutte simulazioni che naturalmente non tengono conto di eventuali gravi crisi politiche che potrebbero successivamente svilupparsi.

Se un Paese che abbandona l'euro dovesse rinominare il suo debito pubblico nella nuova valuta nazionale, la situazione sarebbe ancora peggiore, aumentando le probabilità di default. La Grecia punta a ridurre il proprio disavanzo di bilancio, attualmente a doppia cifra, al 5,6% del Pil nel 2011 e al 2,8% nel 2012, stando alle indicazioni arrivate oggi dal ministro delle Finanze greco, George Papaconstantinou, che ha presentato al consiglio dei ministri il piano triennnale di correzione dei conti pubblici.

Quest'anno il taglio previsto del deficit sarà di quattro punti percentuali. Il rapporto deficit/pil è salito al 12,7% nel 2009. Sul fronte del debito pubblico, il piano di stabilità prevede una riduzione a partire dal 2012, con un target fissato al 113,4% del Pil nel 2013. Stimati, invece, ricavi da privatizzazioni nell'ordine del 2,3% del Pil nei prossimi tre anni.

Il piano prevede inoltre che la disoccupazione cresca al 9,9% quest'anno e che nel 2011 e nel 2012 salga al 10,5%. Sempre secondo il piano, la Grecia avrà bisogno di prendere a prestito 53,3 miliardi di euro nel 2010, 13 miliardi in meno dell'anno appena trascorso, per tamponare la caduta della produzione e rifinanziare il debito.

Il piano di stabilità elaborato da Atene sarà inviato già domani a Bruxelles per le valutazioni della Commissione europea. "Gli sforzi che compiremo nei prossimi tre anni saranno decisivi per il futuro del Paese", ha assicurato Papandreou. "Gli obiettivi sono raggiungibili, ce la faremo".

Tuttavia anche oggi il premio di rischio per detenere il titolo di Stato decennale greco rispetto al Bund, riferimento per l'intera zona euro, è salito sopra i 270 punti base oggi. Un movimento al di sopra dei livelli di dicembre di 280 punti base lancerebbe lo spread verso il massimo storico in area 300 punti base, toccato a febbraio dell'anno scorso.

dal blog lamiaeconomia

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