giovedì 25 febbraio 2010

Fini si chiama fuori "Nessun contatto con Di Girolamo"

ROMA - Nega, con decisione, di aver alcun legame il senatore Di Girolamo. Esclude di averlo 'convocato' nei propri uffici o altrove per incontri o riunioni". Gianfranco Fini non ci sta ad essere trascinato nello scandalo della telefonia. Quel sul presunto maxi riciclaggio da circa due miliardi di euro che vede coinvolti alcuni dirigenti della società telefonica Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Tirato in ballo in una intercettazione, il presidente della Camera taglia corto: "Non ricordo di aver conosciuto Di Girolamo e oggi voterei per il suo arresto". Sul fronte dell'inchiesta c'è attesa per il ritorno in Italia dell'ex numero uno di Fastweb Silvio Scaglia che chiede di parlare "al più presto con i magistrati". Sulle ricadute economiche, invece, il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola chiede "una moralità più forte" e non una "destabilizzazione del sistema".

L'inchiesta. Sono complessivamente 80 gli indagati, compresi i 56 raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare, nell'ambito dell'inchiesta. Intanto il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo oggi è in missione all'estero per visionare il materiale sequestrato e per avviare le procedure di estradizioni di alcuni degli arrestati.
L'inchiesta giudiziaria prese l'avvio in base ad alcune denunce relative a truffe legate agli sms con i quali gli operatori di telefonia mobile attivavano all'insaputa dei clienti servizi a pagamento.

La reazione di Confindustria. "Abbiamo riconfermato che c'e' la totale fiducia nei confronti della magistratura, altrettanta fiducia che le persone coinvolte possano dimostrare la loro estraneita' ai fatti, ma vogliamo riconfermare anche che la stragrande maggioranza degli imprenditori italiani lavora nel rispetto delle regole con serieta' ed etica'' dice la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

repubblica.it

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