martedì 16 febbraio 2010

Denis Verdini indagato dai pm di Firenze

FIRENZE - Denis Verdini è indagato dai pm fiorentini per il reato di concorso corruzione. Lo rivela lo stesso coordinatore del Pdl, che oggi pomeriggio è stato sentito in Procura. Nella nota diffusa in serata Verdini aggiunge di aver dimostrato la sua "più totale estraneità all'accusa".

La nota di Verdini. "Dopo aver letto che il mio nome compariva per fatti marginali nell'inchiesta condotta dalla Procura di Firenze - afferma l'esponente del Pdl - in merito agli appalti per le opere emergenziali affidate alla gestione della Protezione civile, e dopo aver saputo dai giornali che il mio telefono era stato intercettato indirettamente, per una serie di colloqui con gli indagati, uno dei quali, Riccardo Fusi, è un mio carissimo amico da molti anni, ho chiesto al mio avvocato di verificare i fatti presso la magistratura. In questo modo ho appreso di essere stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di corruzione". Verdini spiega quindi che gli veniva contestata "solo ed esclusivamente la segnalazione per la nomina di Fabio De Santis a Provveditore delle opere pubbliche per Toscana, Umbria e Marche". "Ho quindi chiesto e ottenuto la disponibilità del Procuratore della Repubblica di Firenze ad essere ascoltato quanto prima - prosegue la nota - cosa che è avvenuta questo pomeriggio di fronte ai pubblici ministeri Giuseppina Mione e Giulio Monferini, titolari dell'inchiesta, ai quali ho fornito serenamente e con la massima trasparenza le informazioni richieste, illustrando le motivazioni del mio intervento come unicamente riconducibili al tentativo di risolvere il problema del danno erariale conseguente all'appalto per la realizzazione della scuola Marescialli e carabinieri a Firenze. Ho quindi dimostrato la mia più totale estraneità all'accusa". L'esponente del Pdl ha lasciato gli uffici di viale Lavagnini della Procura della Repubblica di Firenze intorno alle 20.10. E' passato da un'uscita secondaria e se ne è andato a bordo di una Yaris, seduto sul sedile posteriore. L'auto sulla quale era arrivato con l'autista, una Thesis blu, è rimasta fuori dal palazzo ancora per alcuni minuti per depistare i giornalisti, poi si è allontanata. Il parlamentare era stato convocato dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, dai sostituti Luca Turco, Giuseppina Mione e Giulio Monferini che si stanno occupando dell'inchiesta sui cantieri del G8. All'incontro era presente anche l'avvocato del deputato del Pdl, Marco Rocchi.
Quelle telefonate. Sono decine le telefonate intercettate dai carabinieri del Ros tra l'imprenditore della Baldassini e Tognozzi, Riccardo Fusi, e l'onorevole Verdini. In una registrata il 21 gennaio 2009, il coordinatore del Pdl si vanta di aver contribuito alla nomina come provveditore alle opere pubbliche di Fabio De Santis. Nell'estate 2008 Fusi sollecita a Verdini un incontro con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli per discutere della scuola marescialli di Firenze. Il 5 agosto Fusi parla direttamente con Matteoli: gli chiede se "ci si può vedere un minuto". Ma la risposta di Matteoli è negativa perché sta per andare in vacanza.

E intanto da L'Aquila... Il procuratore della Repubblica del capoluogo abruzzese, Alfredo Rossini ritiene che "ci siano cose che coinvolgono L'Aquila". "Prima o poi quindi ce le manderanno e vedremo", aggiunge riferendosi agli sviluppi dell'inchiesta della Procura di Firenze che ha coinvolto il capo della Protezione Civile nazionale, Guido Bertolaso. "Stiamo leggendo sui giornali di questa bella inchiesta - prosegue Rossini - la stiamo guardando con serenità, anche se non siamo fuori dai giochi, nella misura in cui dovessero essere coinvolte le competenze territoriali. Comunque, di concerto con la Procura di Firenze e gli altri soggetti interessati, siamo pronti a dare il nostro contributo per le cose eventualmente accadute nel nostro territorio".

I fatti che potrebbero coinvolgere la Procura abruzzese sono il G8 dell'Aquila e gli appalti legati all'emergenza e alla ricostruzione, argomento quest'ultimo toccato nella telefonata intercettata di due imprenditori, con uno dei due che dice di aver "riso nel letto" dopo la scossa, pensando ai possibili appalti. Cosa che ha suscitato rabbia e sdegno nelle istituzioni e nelle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009.

Summit a Perugia. Gli atti dell'inchiesta sugli appalti delle grandi opere avviata dalla Procura di Firenze e che vede coinvolto il procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, sono arrivati sul tavolo del procuratore facente funzioni, Federico Centrone che li ha affidati ai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnese. La magistratura perugina è infatti competente, vista l'iscrizione nel registro degli indagati di un magistrato romano. Domani nel capoluogo umbro si terrà un summit tra pm perugini e romani: I pubblici ministeri romani, Sergio Colaiocco e Assunta Cocomello, incontreranno i colleghi Sergio Sottani e Alessia Tavernese, delegati per gli accertamenti e che dovranno studiare le carte giunte da Firenze, una quarantina di faldoni, con nomi di imprenditori e alti dirigenti del consiglio dei lavori pubblici finiti in carcere e il coinvolgimento di Bertolaso.

Bertolaso alla Camera. E potrebbe essere Guido Bertolaso in persona a 'difendere' in Parlamento il decreto sulla Protezione Civile. Domani mattina andrà alla Commissione Ambiente di Montecitorio, dove approderà il testo del contestato provvedimento. Alle 10.30 avrà inizio la discussione e alle 12 scadrà il termine per gli emendamenti che saranno votati in giornata. Il governo, secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si prepara a stralciare il 'contestato' articolo 16 del decreto che prevede la costituzione della Protezione civile servizi Spa.

repubblica.it

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