giovedì 4 febbraio 2010

Dell’Utri: "Il vero Ciancimino era il padre. Che non ha mai parlato"

di Filippo Cusumano

Il Tg1 intervista il senatore Dell’Utri. Parla di Ciancimino junior, che sta testimoniando a Palermo nel processo Mori. Dice: "Non è il vero Ciancimino. Il vero Ciancimino era il padre. Che non ha mai parlato". Come per Mangano. Siamo alle solite. Quello vero - l’eroe - è quello che sta zitto.

Il telegiornale di Minzolini, subito dopo l’intervista a Dell’Utri, trasmette anche un’altra intervista, in cui un esperto avanza dubbi sulle leggi che regolano le testimonianze dei pentiti.
Non basta il legittimo impedimento. Non basta il processo breve. Non bastano.

Anche la legge sui pentiti potrebbe essere rivista.
Cominciano, infatti, le grandi manovre.
Il senatore del PdL Valentino ha già presentato il disegno di legge che restringe la possibilità dell’uso dei pentiti, in particolare nei processi di mafia.
Per il momento il ministro Alfano definisce questa proposta una "iniziativa personale". Ma si sa come vanno queste cose.
Già nel Pdl qualcuno, come La Russa a Ballarò, comincia a dire che il disegno di legge Valentino "non contiene cose sbagliate".
Staremo a vedere.
Qualora venissero approvate, queste norme azzererebbero, di fatto, i processi di mafia, anche in presenza di sentenze di condanna di primo e secondo grado e interromperebbero le collaborazioni dei pentiti.
Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia parla di «effetti devastanti sulle inchieste e sui processi in corso».
«Con una legge così - dice Ingroia - Falcone e Borsellino non avrebbero potuto fare il maxiprocesso e in questa aula non sarebbero stati condannati i mafiosi».

agoravox.it

Nessun commento: