giovedì 25 febbraio 2010

Cuffaro chiede e ottiene il rito abbreviato

A sorpresa, al termine dell'intervento del Pm all'udienza preliminare a carico del senatore Cuffaro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, la difesa dell'ex governatore siciliano ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Il giudice per le udicenze preliminari, Vittorio Anania, ha interrotto l'udienza per decidere la data di avvio del nuovo processo con rito abbreviato. Sarà sempre lo stesso Gup Anania a giudicare l'imputato. Il processo sarà celebrato il 15 aprile.Una istanza che ha spiazzato il pm Nino Di Matteo che oggi ha concluso il suo intervento chiedendo il rinvio a giudizio per il senatore. Nel corso dell'udienza i pm Antonino Di Matteo e Francesco Del Bene hanno depositato uno dei pizzini con cui Bernardo Provenzano chiese all'ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino, la «clemenza» per gli affiliati a cosa nostra. Nel «pizzino», datato 11 settembre 2001, il padrino corleonese farebbe riferimento a provvedimenti di indulto e amnistia sul tavolo di alcuni politici tra i quali quello che viene definito «il nostro senatore» e «il nuovo presidente».

Stando alle dichiarazioni rese da Massimo Ciancimino, il senatore in questione sarebbe Marcello Dell'Utri, e il presidente proprio Salvatore Cuffaro. I legali del senatore hanno chiesto, e ottenuto, la produzione in aula della requisitoria del processo di primo grado per favoreggiamento aggravato a cosa nostra, in cui Cuffaro venne condannato a 5 anni.

In quelle pagine, infatti, i pm Maurizio de Lucia e Michele Prestipino escludevano, motivandolo, il reato di concorso esterno. Il processo verrà celebrato dallo stesso gup Anania, il quale si è riservato di fissare successivamente la data di udienza.

l'unità.it


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