lunedì 4 gennaio 2010

L'on. sorvegliato e il fantasma di Arcore

di Sandra Amurri e Rino Giacalone


Dopo che Il Fatto Quotidiano ha raccontato che l’onorevole Bartolo Pellegrino, sorvegliato speciale per mafia, il 29 dicembre si è recato a fare visita a Berlusconi nella sua villa di Arcore, la presidenza del Consiglio dei ministri ha smentito accusando il nostro giornale di aver scritto il falso: “Non è assolutamente vero, come scrive Il Fatto Quotidiano, che il presidente Berlusconi abbia ricevuto l’onorevole Bartolo Pellegrino. Pellegrino si è recato ad Arcore, ha chiesto di incontrare il presidente Berlusconi, ma il presidente era impegnato e non lo ha ricevuto. Pellegrino non è nemmeno entrato nella residenza”. Peccato perché se la notizia è priva di fondamento, a dire il falso, per giunta ai carabinieri, è stato l’onorevole Pellegrino e non il nostro giornale che ha solo riportato le sue dichiarazioni a verbale. Questi i fatti. Il 29 mattina, l’on. Pellegrino, come gli impone la misura restrittiva a cui è sottoposto, si è recato alla stazione dei carabinieri di Paceco, dove risiede, per comunicare che stava andando ad Arcore a trovare Berlusconi. Alle ore 18 dello stesso giorno, si è recato presso la stazione dei carabinieri di Arcore e ha detto che in serata sarebbe andato nella residenza del premier per lo scambio degli auguri. Il giorno dopo, 30 dicembre, alle ore 12.10 è andato di nuovo alla stazione dei carabinieri di Arcore per comunicare che stava partendo. Dunque, secondo quanto afferma la nota di Palazzo Chigi, l’onorevole sarebbe un mitomane al punto da dichiarare ai carabinieri quello che gli sarebbe piaciuto che accadesse e non ciò di cui aveva la certezza che sarebbe accaduto. E per rendere ancor più credibile la finzione la notte del 29 ha alloggiato all’Hotel Borgo Lecco di Arcore. Ma siccome stiamo parlando di un politico navigato che mai avrebbe rischiato una simile figura, la versione berlusconiana ha tutta l’aria di essere stata partorita dalla fretta di smentire un incontro molto ma molto imbarazzante. Ma non perché ha ospitato un sorvegliato speciale - figurarsi, è abituato a ridere delle bombe “gentili” ad opera del boss-stalliere Vittorio Mangano - ma imbarazzante politicamente che rischia di rompere le uova nel paniere del Pdl.

Eh sì, perché Berlusconi ufficialmente sta con l’ala del Pdl siciliano che fa riferimento al presidente del Senato Schifani che definisce un ribaltone la nuova Giunta di Raffaele Lombardo, mentre sotto sotto, pare proprio che sostenga l’ala scissionista del Pdl capeggiata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, da sempre legato a Marcello Dell’Utri. E l’onorevole Pellegrino - come ha detto in una recente intervista a Trapaniok.it - è pronto a tornare in pista proprio contro il suo “nemico” Lombardo: “Sono un vecchio leone che può dare qualche zampata in direzione di una Sicilia dove oggi fanno il governo dell’inciucio che la ricaccia indietro di tantissimi anni”. Tesi, quest’ultima, che troverebbe conferma anche nei malumori che la notizia dell’incontro svelata da Il Fatto Quotidiano avrebbe generato in Miccichè e nella sua maggiore alleata, la capogruppo del Pdl all’Ars, Giulia Adamo. Dunque, Berlusconi ha salvato capra e cavolo accusando Il Fatto Quotidiano di propagare falsità. Smentita che Pellegrino ha incassato obtorto collo per poi tuffarsi in un rischiosissimo slalom fuori pista, come conferma la versione affidata al suo avvocato Vito Galluffo: “L’onorevole si è recato a Milano per ragioni personali e in taxi è andato ad Arcore da dove ha telefonato alla signora Marinella, segretaria di Berlusconi per chiedere di essere ricevuto in villa. Quando si è sentito rispondere che il presidente era impegnato ha consegnato alla segretaria il suo attestato di solidarietà e i suoi più cari auguri di buon anno per Berlusconi”. Primo: se l’onorevole Pellegrino non aveva appuntamento con Berlusconi come mai ha dichiarato ai carabinieri di Paceco che stava partendo per Arcore? Secondo: perché per telefonare alla segretaria di Berlusconi si è recato ad Arcore, forse a Milano non c’era campo? Terzo: perché dopo aver appreso che il presidente non l’avrebbe ricevuto è rimasto a dormire ad Arcore e non è tornato a Milano? La sola risposta credibile e non offensiva per tutti gli attori in scena è che l’incontro sia avvenuto ma quando Il Fatto Quotidiano l’ha reso noto ci hanno messo una pezza. In maniera maldestra. Come sempre.

da il Fatto Quotidiano

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