lunedì 14 dicembre 2009

Tensione e ipocrisia

di Dario Campolo

Lo sapete, chi mi segue è perfettamente consapevole del mio pensiero nei confronti di Silvio Berlusconi. Quello che è successo ieri al nostro Premier è assolutamente da censire e punire ma è altrettanto vero che adesso non è che tutto deve essere coperto e omesso per il rispetto doveroso nei confronti di Berlusconi.

No è la mia risposta, NO punto e basta.

Se Berlusconi ieri è stato colpito da uno psicolabile non è colpa mia, piuttosto la colpa è della scorta e dei servizi che avrebbero dovuto tutelare l'incolumità del nostro presidente del consiglio, concordo con il fatto che qualcosa non ha funzionato e che non è normale andare a 1 metro da Berlusconi e dargli un pugno con una statuetta in mano, non è normale perchè la scorta dovrebbe impedire questo e quindi l'anomalia è nella sicurezza ma non per questo il mio giudizio oggi deve cambiare da ieri altrimenti sarei un ipocrita.

Se fino a ieri ho seguito le sentenze del processo dell'Utri, se fino a ieri ho seguito le vicende della famosa trattiva mafia-stato, se fino a ieri ho seguito il processo Mills con un corrotto e un corruttore e se fino a ieri ho pensato che sia giusto che Berlusconi vada in un aula di tribunale a difendersi dalle accuse a suo carico come un qualsiasi cittadino, come lo stesso ch lo ha colpito in faccia sbagliando, ecco tutto quello che fino a ieri pensavo lo penso anche oggi e per questo sono un pazzo? Una persona pericolosa? Credo di no, anzi ne sono certo.

Quindi cerchiamo tutti insieme di non essere ipocriti e di rispettare nello stesso tempo il quieto vivere comprensivo del rispetto istituzionale, ecco, TUTTI, compreso il nostro presidente del consiglio che ne dovrebbe dare l'esempio.

Concludendo, voglio riportarvi ciò che scrive Il Giornale della famiglia Berlusconi che invece di calmare le acque le agita, e quindi chiedo al nostro Presidente Napolitano e al presidente Fini di richiamare anche lo stesso quotidiano invece di richiamare la Bindi e Di Pietro per avere detto delle cose normalissime, anzi, puttosto non mi sembrano tanto normali le cose scritte e di sotto riportate da Alessandro Sallusti,

buona lettura.

Berlusconi aggredito: dietro la violenza c'è una regia

Milano - Berlusconi il dittatore, il fascista, il tiranno, il monarca assoluto da abbattere a qualsiasi costo. Parole di Antonio Di Pietro, e non soltanto sue. Il fronte dell’odio anti Cavaliere ha incassato il primo risultato. Tradita pochi giorni fa dal mafioso Graviano che non ha sganciato la prevista bomba atomica contro il premier, la ben assortita compagnia democratica e costituzionale si è parzialmente rifatta grazie a Massimo Tartaglia, 42 anni da Cesano Boscone, provincia di Milano, il pazzo che ieri sera ha provato ad eseguire l’ordine di liberare il Paese dalla scomoda presenza del premier. È successo a Milano, piazza Duomo, alla fine del comizio di apertura della campagna elettorale per le Regionali. Tartaglia ha affrontato il premier scagliandogli in pieno volto un pesante oggetto. Ora Berlusconi è ricoverato in ospedale: ha perso molto sangue, ha lesioni esterne e interne alla bocca, due denti fratturati, il setto nasale incrinato più ematomi vari.

Il fatto che l’aggressore abbia problemi psichiatrici non attenua neppure di un millimetro la gravità dell’accaduto e le responsabilità politiche. Di matti è pieno il Paese, da sempre, ma mai a uno squinternato era venuto in mente di attentare alla vita di un primo ministro. Non è un caso che ciò sia successo proprio oggi e proprio contro Berlusconi. È evidente che anche i mattacchioni leggono i giornali, guardano la televisione, si abbeverano alle tesi di La Repubblica, dei Santoro, dei Travaglio, dei Di Pietro. Ecco alcune perle degli ultimi giorni. Di Pietro: «Berlusconi non può fare come gli pare o rischia una azione violenta». Bersani, capo della sinistra: «Se il premier strappa, avrà reazione dura». Casini (annunciando una alleanza con Di Pietro): «Contro Berlusconi potrebbero esserci delle sorprese».

Ieri sera sono stati tutti accontentati. Di Pietro, il più feroce di tutti, non ha fatto marcia indietro: Berlusconi se l’è cercata, è un provocatore, ha dichiarato. È in momenti come questi che l’ex pm dà il meglio di sé. Come ai bei tempi di Tangentopoli lui gode a vedere la gente soffrire, in cella o in piazza è uguale. Per lui una vita vale meno di un falso in bilancio. Se uno scrivesse che rappresenta la feccia del Paese verrebbe querelato. Gli altri invece si sono affrettati a dichiarare solidarietà incondizionata. Su quella della sinistra stendiamo un pietoso velo, ma quanto vale la solidarietà di Casini che pur di abbattere, politicamente parlando, il Cavaliere è pronto a dare il suo sostegno elettorale a Di Pietro? E quella di Fini, che ridendo con un procuratore aspettava divertito che il killer Spatuzza lanciasse la sua bomba atomica contro il premier monarca assoluto che non rispetta le istituzioni?

Non sono domande retoriche. Più si dà copertura alla campagna di odio della sinistra, per mere questioni di potere personale, più anche le frange estreme si sentono protette politicamente. Perché in piazza Duomo a Milano non c’era soltanto il pazzo Tartaglia. Centinaia di ragazzotti, sventolando Il Fatto, quotidiano di Travaglio che anche ieri riproponeva la tesi di Berlusconi capo della mafia, si sono infiltrati tra la folla del Popolo della libertà, urlando slogan contro il premier dittatore e mafioso. E vien da chiedersi come mai il questore e i servizi abbiano permesso tanto, dimostrandosi assolutamente incapaci di proteggere la libertà di espressione del partito di maggioranza oltre che la vita del primo ministro.

No, la violenza contro Berlusconi non è stata un caso, una tragica fatalità. C’è una regia e una strategia che passa anche per giornali, segreterie politiche e trasmissioni televisive irresponsabili. Se la solidarietà di ieri sera ha un senso, Fini e Casini devono immediatamente togliere qualsiasi legittimazione politica al piano di una opposizione che sta diventando sempre più extraparlamentare. Come ai vecchi tempi, i cattivi maestri pontificano, cretini, delinquenti e pazzi, agiscono. Il tutto sotto l’ombrello della Costituzione sacra e intoccabile, di quella parte della magistratura politicizzata, di chi sostiene che la volontà popolare non conta e chi vince le elezioni, se è Berlusconi, non può governare. Cambiamola, questa Costituzione, facciamo subito le riforme. Per questo, signor Presidente, le auguriamo di tornare subito in pista, più in forma di prima. Ne abbiamo bisogno.

da il giornale.it


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