martedì 29 dicembre 2009

Immunità a Berlusconi purché se ne vada?

Tra le diverse ipotesi di accordo, c'è chi avanza la proposta di salvare Berlusconi dai processi a patto che lasci la Presidenza del Consiglio. È una strada percorribile? E voi che cosa ne pensate?

Si fa un gran parlare di "inciuci", in questi giorni. Una parola che viene dal dialetto napoletano e che è entrata nel linguaggio politico qualche anno fa (ricordate il cosiddetto "patto della crostata" con il quale D'Alema si impegnò a non calendarizzare la riforma delle televisioni?) e che vede come protagonista, anche questa volta, l'ex premier ed ex ministro degli Esteri.

In realtà, in questo momento, la confusione su quella che dovrebbe essere l'ossatura di questa possibile mediazione tra maggioranza e opposizione è ancora totale: c'è chi parla di una possibile "leggina" che garantisca al premier di rinviare sine die tutti i suoi processi adducendo il legittimo impedimento fino alla fine della legislatura, c'è chi invece ritiene che si possa approvare un muovo lodo Alfano come legge costituzionale (quindi non più cancellabile dalla Consulta) in modo che non venga sfasciata la giustizia italiana con il cosiddetto "processo breve".

Si tratterebbe comunque di nuove norme ad personam: e buona parte dell'opposizione (Di Pietro, ovviamente, ma anche una vasta area del Pd) si ribellerebbe a un compromesso che consenta al premier di salvarsi dai suoi processi in cambio, praticamente, di niente.

D'altro canto se questi fossero gli scenari si tratterebbe, più che di un inciucio o di una mediazione, di una resa totale: si accetterebbe una nuova norma ad personam solo per evitare una minaccia ancora più devastante.

Per questo c'è chi, sotto voce, propone una strada diversa.

Quella che, in cambio dell'immunità a Berlusconi, imponga al premier di lasciare Palazzo Chigi, pur senza cambiare la maggioranza.

In altre parole un passaggio morbido, una exit strategy dal berlusconismo: con Gianni Letta (ma si mormorano anche i nomi di Franco Frattini, Letizia Moratti o Giulio Tremonti...) alla presidenza del Consiglio, senza sostanziali modifiche nella compagine di governo.

In cambio, il Cavaliere verrebbe reso improcessabile.

Una strada, in realtà, molto difficile da percorrere sotto il profilo legislativo. Che imporrebbe come unica via una nuova forma di immunità parlamentare (Berlusconi è anche deputato) da approvare come legge costituzionale.

Ha senso un'ipotesi di questo tipo? La considerereste positiva o negativa per il paese?

Che cosa ne pensate?

da l'espresso.it


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