venerdì 18 dicembre 2009

Genchi: ''Intrecci telefonici provano contatto con FI e mafia''

Roma. Ci sono elementi "certi, sicuri e non modificabili" consegnati alle inchieste di 5 Procure che dimostrano i contatti tra un esponente direttamente coinvolto nella fondazione dei club di Forza Italia in Sicilia, Giovanni La Lia, mafiosi che usano il cellulare di questo esponente locale di Fi e "deputati e senatori" che poi entreranno in Fi e che, subito dopo queste telefonate a loro volta " comunicavano con Berlusconi". Questa " è la genesi" dei rapporti tra Fi e la mafia in Sicilia. Giacchino Genchi fa questa affermazione durante la presentazione a Roma del libro di Edoardo Montolli "Il caso Genchi-Storia di un uomo in balia dello Stato", annunciando a breve una nuova "discovery" che andrà oltre questi dati. La "rete" dei rapporti rintracciabili incrociando i dati telefonici, secondo Genchi, riserva un'altra novità anche a sinistra: infatti ci sono contatti telefonici anche con chi "era meglio lasciare fuori Forza Italia e candidarlo nel Pds o Ds in Sicilia dove ancora oggi ricopre un incarico importante".
Il consulente dell'ex pm Luigi De Magistris e dell'inchiesta "Why not" ha spiegato che dal traffico telefonico delle indagini sulle stragi di Capaci e Via D'Amelio emergono "intrecci importanti" tra Roma e Palermo. Genchi annuncia a breve una "nuova discovery" di fatti che per ora sono ancora coperti dal segreto istruttorio. "Ci sono alcune cose che non entrate nel libro perché coperte da segreto investigativo, ma che tra pochi giorni saranno oggetto di discovery" e che lui "anticipa" rispondendo ad una domanda. Genchi afferma che attraverso che l'analisi dell'intreccio sul traffico telefonico delle due stragi del 1992 evidenzia il ruolo giocato da Giovanni La Lia, segretario di uno dei primi circoli di Forza Italia in Sicilia, quello di Misilmeri. "Troviamo i cellulari degli stragisti, degli uomini collegati con loro, della massoneria, dello stragismo siciliano e romano. Il 19 luglio (Via D'Amelio) ci imbattiamo anche nel cellulare di Spatuzza, e questo è un dato certo.Questo è un riscontro che é nelle carte di 5 procure e di cui nessuno si è mai accorto. C'é poi un signore, incensurato, Giovanni La Lia che è il fondatore di uno dei primissimi club di Fi in Sicilia". "Ci sono - ha aggiunto Genchi - contatti telefonici con Spatuzza e i Graviano che fanno riferimento ai primi circoli di Fi a Brancaccio". Genchi, a supporto, ha fornito una sorta di cronologia per "leggere" quella che ha definito la "genesi" dei contatti tra mafia e il nascente partito. "Il 26 gennaio 1994, Berlusconi annuncia l'ingresso in politica - dice - il 27 gennaio, arresto dei Graviano; 2 febbraio, La Lia fonda il club di Fi a Misilmeri. Lo stesso giorno Procura e Dia effettuano l'operazione 'Golden Market', arrestando il gotha della mafia ma anche avvocati, medici, imprenditori che rappresentano il trait-d'union di cui parlò Gaspare Mutolo con Falcone nel dicembre del 1991. Gli appunti su quell'incontro sparirono, per mano di qualcuno dello Stato, dal computer di Falcone. Sempre il 2 - prosegue Genchi - Berlusconi a Milano durante Milan-Palermo dice che gli piacerebbe candidarsi al Sud. 'E' un fatto che sto valutando con i miei collaboratorì. Ancora il 2 febbraio - prosegue Genchi - Stefano De Luca, segretario del Pli che aveva contatti con questa realtà, avanza una sua candidatura al Sud. Berlusconi commenta che bisogna smetterla con i 'giri di valzer'; 5 febbraio: all'hotel San Paolo, quello dei Graviano, si tiene la prima riunione dei club di Fi; 7 febbraio, De Luca scioglie il Pli. L'intesa è raggiunta". "Dal cellulare di La Lia - dice infine Genchi rispondendo ad una domanda - si intrecciano le triangolazioni verso coloro che sono chiamati in causa per le stragi".

da ansa.it

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