giovedì 3 dicembre 2009

“Fatti processare”, un’inchiesta di Pietro Orsatti sui guai giudiziari del premier


di Pietro Orsatti

Domani in edicola (4 dicembre 2009) su left/Avvenimenti ampia inchiesta sui guai giudiziari del premier realizzata da Pietro Orsatti. Ecco alcuni brani:

Ben altro è successo, negli ultimi anni, all’altro premier “divo” Silvio Berlusconi, che grazie al lodo Schifani e poi a quello Alfano è riuscito a “estrarre” se stesso dal cosiddetto processo Mills, ovvero da un processo di “corruzione in atti giudiziari”. Finora. Il 4 dicembre, giorno di uscita di questo numero di left, si apre a Milano il processo relativo a Berlusconi ormai decaduti gli impedimenti opposti dalle due norme, entrambe respinte dalla Corte costituzionale. Non potrebbe essere altrimenti, visto i toni della sentenza che riguardano il “corrotto”, ovvero l’avvocato inglese Mills Mackenzie Donald David. Ecco cosa c’è scritto: «Egli ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi e al Gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data; dall’altro, ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico».
Se non ci saranno altri colpi di scena, ovvero qualche escamotage del collegio (parlamentare) di difesa, Silvio dovrà sottoporsi a giudizio. Che risulti colpevole o innocente questo lo determinerà la corte e non Mediaset o Il Giornale. Come è successo per ben altri uomini politici italiani. Quello di Milano è “il processo dei processi”, il più importante. Paradossalmente, si potrebbe interrompere qualsiasi altro dibattimento in attesa che vada in scena questo stralcio. Perché, soprattutto, finora il processo Mills senza la presenza come imputato in aula di Berlusconi rappresenta una contraddizione giuridica unica. Il reato di corruzione prevede che ci siano due soggetti interagenti, un corrotto (Mills, che è stato già condannato) e un corruttore che finora non è stato possibile sottoporre a giudizio, ovvero il premier Silvio Berlusconi.
(...)


Non è solo Spatuzza

E andiamo, quindi, all’oggi. Alle dichiarazioni del dichiarante Gaspare Spatuzza che coinvolgerebbero Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri in un intreccio di relazioni con esponenti di Cosa nostra e addirittura li indicherebbero come terminali di un’evoluzione della cosiddetta trattativa fra Stato e mafia. Una novità? Assolutamente no. Berlusconi e Dell’Utri sono stati indagati due volte per concorso in strage con l’accusa di essere stati i mandanti occulti delle stragi del 1992/93. Il primo procedimento è stato aperto dalla Procura di Firenze, competente sulle stragi mafiose del ’93 a Milano, Firenze e Roma. L’indagine si è conclusa nel novembre del 1998 con un decreto di archiviazione in cui si legge che «le indagini svolte hanno consentito l’acquisizione di risultati significativi solo in ordine all’avere Cosa Nostra agito a seguito di input esterni» e «all’avere i soggetti di cui si tratta intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il progetto stragista realizzato, all’essere tali rapporti compatibili con il fine perseguito dal progetto». Nonostante «l’ipotesi iniziale abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità», gli inquirenti non hanno trovato le prove necessarie a «formulare in termini attendibili la proposizione secondo cui il soggetto politico in via di formazione (Forza Italia), avrebbe preventivamente divisato l’utilizzazione dei risultati del progetto stragista».
(...)


La bufala dell’avviso

Probabilmente si è trattata di una fuga di notizie creata ad arte soprattutto per mettere in difficoltà le strategie di chi sta conducendo le indagini sulle stragi e sulla trattativa fra Stato e mafia. L’avviso di garanzia a Silvio Berlusconi magari non c’è, o almeno non è ancora uscito fuori. E ci sono delle ragioni, anche di tecnica di indagini e della conduzione di un’istruttoria, perché la notizia non abbia trovato ancora un riscontro. Ma questo non vuol dire che Silvio Berlusconi non sia indagato. Perché una sua iscrizione al registro degli indagati, come previsto dall’articolo335 del codice di procedura, può essere stata fatta anche a sua insaputa e, per reati come quello relativo al concorso esterno, le indagini possono essere sempre a sua insaputa prorogate. L’avviso di garanzia deve essere consegnato al legale dell’indagato (art. 369) solo nel caso si proceda ad atti che richiedono la sua presenza (interrogatorio, sequestro, perquisizione).

da il blog di Pietro Orsatti

Nessun commento: