martedì 15 dicembre 2009

E il Tribunale ricicla i fogli delle intercettazioni

di Michele Marangon

LATINA - Ridurre gli sprechi riciclando la carta è certamente un gesto meritorio per chi lo compie. Di questi tempi è una pratica che - pur non facendo rima con una certa sensibilità ambientalista - si sposa con la necessità di far quadrare i conti anche limando i costi della banale cancelleria. E' vero per il settore privato, lo è ancor di più per il pubblico, per quegli uffici che producono quintali e quintali di scartoffie ogni giorno.

INTERCETTAZIONI RICICLATE - Ma la virtù può diventare un problema se ci troviamo in un tribunale e se a essere usati - con troppa leggerezza - sono i fogli dei fascicoli giudiziari, magari di procedimenti ancora in corso. E' quanto accaduto nel palazzo di giustizia di Latina, dove per stampare l'elenco delle udienze sono stati usati dei fogli che, nel retro, riportavano alcune intercettazioni relative al fascicolo di un processo in primo grado. Cosa che non è sfuggita agli occhi di chi, frequentando le aule di giustizia, ha trovato il ruolo delle udienze staccato dalla bacheca, potendo così sbirciare tra diverse pagine di trascrizioni scottanti su fatti di droga e altro ancora.

TRIBUNALE SENZA SOLDI - Qualcuno, a piazza Buozzi, sostiene che non sia la prima volta in cui accade un fatto simile, e che le cancellerie debbano spesso industriarsi se manca la carta negli uffici. E a Latina, oltre all'organico sotto dimensionato, il collasso economico del tribunale è una questione conclamata. L'ordine degli avvocati ha fatto appello alle associazioni professionali e di categoria per raccogliere fondi destinati all'informatizzazione dei processi. Giustizia sponsorizzata: una via da non sottovalutare, almeno per avere qualche risma di carta in più. Oppure per usarne di meno, se l'obiettivo è davvero quello di snellire e modernizzare.

IL PRECEDENTE DI PALERMO - Riciclare fogli di carta senza badare al loro contenuto, in maniera impropria o inopportuna, capita più spesso di quanto non si immagini. Ha fatto scalpore, pochi giorni fa, la testimonianza di poliziotto che a Palermo, tra la carta pronta per la fotocopiatrice, ha ritrovato casualmente l'ordine di servizio di una scorta datato 23 maggio 1992. Una data che qualcuno, evidententemente, aveva dimenticando autorizzando l'uso di quei fogli. Era la scorta del giudice Falcone, proprio il giorno della strage.

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