giovedì 12 novembre 2009

Il disagio di Angela: il Pdl si occupa solo del Capo

di Caterina Perniconi

Elegantissima nel suo tailleur fantasia, le sopracciglia disegnate e una borsa piena di documenti, Angela Napoli è una deputata d’esperienza. Un passato da professoressa di Matematica e preside di scuola superiore, vanta cinque legislature “l’ultima grazie solo all’appoggio di Gianfranco Fini”. Specializzata in criminalità organizzata, è membro della commissione Antimafia.

Onorevole Napoli, che cosa pensa un deputato del Popolo della libertà, esperto di giustizia, di questa riforma?

Mi dispiace per ciò che sta succedendo perché sono profondamente convinta della necessità della riforma della giustizia, che era stata inserita anche nel programma elettorale. Ma oggi il processo mi pare accelerato solo dalla volontà del governo di definire proposte di cui potrebbero beneficiare solo i soliti “personaggi ” e non qualsiasi cittadino.

Non è chiaro cosa prevede l’accordo sul processo breve dopo il termine dei sei anni. Prescrizione?

Bisogna aspettare di leggere la proposta scritta per capire. Di certo c’è il rischio che agevolando certi processi si lascino in sospeso molti reati gravi, dalla mafia al terrorismo. O si adeguano gli organici della magistratura o si finisce col non dare certezza della pena.

Lei voterà a favore del processo breve?

Il merito della proposta va valutato. Per quanto mi riguarda voterò a favore quando sarò sicura che il beneficio va oltre i muri del Parlamento.

Lei era assente anche quando è stato votato lo scudo fiscale. Solo un caso?

Diciamo che è stato proprio il giorno del mio onomastico e ho preferito festeggiarlo.

Chiaro. Lei dichiara di credere molto nella magistratura ma Berlusconi dice spesso il contrario.

Io non condivido affatto gli attacchi permanenti alla magistratura, anche se va dato atto al premier che alcuni interventi possono sembrare “ad orologeria”. In ogni caso non condivido le sue
dichiarazioni e continuo a ribadire il rispetto per il lavoro dei magistrati. Naturalmente mi piacerebbe che anche la magistratura rispettasse l’autonomia del Parlamento.

Come valuta l’editoriale del direttore del Tg1 contro il procuratore di Palermo Antonio Ingroia?

Non lo condivido e dò merito a Ingroia, anche se ha un’ideologia politica diversa dalla mia, di rimettere in piedi un’indagine che mi auguro accerti la verità sulle stragi di mafia.

Fini ha detto che nel Pdl “c’è aria da caserma”. È d’accordo?

D’accordissimo. Io sono iscritta al gruppo parlamentare ma non al partito. Condivido le posizioni di Fini anche quando richiama al rispetto della Costituzione, e al rispetto delle prerogative del
Parlamento.

Quindi prova un disagio d’appartenenza?

Un enorme disagio. E lo vedo anche in buona parte delle persone che, come me, hanno radici politiche lontane. Non vedo un nuovo partito con un progetto politico chiaro, ma un partito che vive e asseconda le volontà del presidente. Un partito del presidente.

C’era più autonomia quando Forza Italia e An erano separati?

Quando i partiti erano separati avevo l’opportunità di evidenziare la mia identità, i miei valori e ora non li ritrovo più.

Cosa si augura per il dopo Berlusconi?

Mi auguro che prevalgano valori e progetti seri, non interessi personali e attaccamento alle poltrone.

da il Fatto quotidiano

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