mercoledì 4 novembre 2009

Berlusconi: "Premier eletto dal popolo è ora di cambiare la Costituzione"

ROMA - Un premier eletto direttamente dal popolo. Anche se per farlo bisogna modificare la Costituzione. Silvio Berlusconi, nell'ultimo libro di Bruno Vespa, rilancia la sua idea di un capo del governo con un investitura diretta dei cittadini. "Sarà il Parlamento nei prossimi mesi - spiega il premier - a definire quale sia il modello più adatto alla realtà italiana. Ciò che conta è che il titolare del potere esecutivo venga scelto direttamente dal popolo. E con lui la forma di governo. Di fatto, è quello che già succede nella costituzione materiale. E' ora che la costituzione formale sia aggiornata e messa al passo con la realtà del paese".

Parlamento. La maggioranza ridurrà il numero dei parlamentari con l'approvazione di una riforma in questa legislatura. Ovvero entro il 2013. Almeno questo garantisce Berlusconi. Che ricorda: "Questo taglio l'avevamo già realizzato nella nostra precedente legislatura ed è stata la sinistra a farla abrogare con un referendum. Comunque ci riproveremo e sono sicuro che ci riusciremo".

Quirinale. "Credo che sarebbe utile che il Quirinale e il Governo mantengano le loro funzioni nell'ambito di una leale collaborazione" dice Berlusconi dopo le polemiche con il Colle sul Lodo Alfano.

Stampa estera. "Gli attacchi non mi indeboliscono". Nonostante la stamopa estera lo tenga sotto controllo quotidianamente, il premier ostamte sicurezza. "Se debbo dirla tutta, gli altri leader internazionali che incontro mi fanno i complimenti. Nessuno di noi, mi dicono, avrebbe potuto resistere a un terzo degli attacchi che hanno rivolto a te".

Rapporti con gli Usa. "Fantapolitica". Così Berlusconi definisce le voci di una irritazione da parte statunitense per i rapporti stretti che il premier ha allacciato con Libia e Russia". Il nostro governo, dice il Cavaliere, "è considerato dall'amministrazione americana un alleato sicuro, leale e forte. Obama ha ripetutamente elogiato la mia 'strong leadership'. Quanto ai leader dei maggiori Paesi europei, ho con tutti rapporti di amicizia. Per criticarmi, la sinistra dice che pratico la 'politica del cucu' (in riferimento è allo scherzo con il Cancelliere Merkel ndr). E' una definizione di cui vado fiero: sì, faccio una politica estera che tiene in grande conto i rapporti personali con gli altri leader, perché questo consente di avere interlocuzioni dirette, non mediate dalla diplomazia, sulle questioni più delicate, rendendo più facili le intese".

da repubblica.it

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