giovedì 22 ottobre 2009

I diritti dei disabili e quello strano silenzio

di Augusto Battaglia

Il passo falso del Governo alla terza Conferenza Nazionale sulle politiche della disabilità a Torino ad inizio ottobre, per quanto passato sotto silenzio, è destinato a pesare sul clima del tavolo nazionale di confronto con le associazioni dei disabili e delle famiglie iniziato ieri.
Il dibattito è stato compresso in un giorno e mezzo, poco spazio è stato lasciato agli interventi, e nessuna proposta operativa è arrivata dall’esecutivo, nessun ministro era presente. La sola sottosegretaria Roccella a seguire i lavori, mentre Sacconi, pur annunciato nel programma, recapitava un video registrato, accolto dalla platea con fischi e sonore contestazioni. Il suo intervento, poi, si muoveva su linee generali e buoni propositi, prospettando però ambigui intenti di modifica del collocamento obbligatorio, non certo graditi ai presenti.
Questa l’immagine un po’ grigia della Conferenza. Eppure erano accorsi a Torino fiduciosi e motivati circa un migliaio di partecipanti. Rappresentanti di disabili e di famiglie, operatori e amministratori locali che hanno animato con passione e competenza i gruppi di lavoro su temi precisi: un più aggiornato concetto di disabilità e nuovi criteri di valutazione, lavoro e piena applicazione della legge 68, domiciliarità e servizi per l’autonomia, accessibilità e nuove tecnologie, salute mentale e sfida delle disabilità estreme, ma soprattutto attuazione della Convenzione Onu sulla disabilità ratificata dal Parlamento lo scorso 3 marzo.
Il futuro delle proposte, recepite nei documenti finali, è ora affidato al lavoro iniziato ieri al Ministero. Ma difficilmente il clima del confronto potrà essere positivo, se prima non si rimuoveranno i macigni che hanno pesato sulla Conferenza. Quelli della Finanziaria, che ha falcidiato la spesa sociale, cancellato il fondo per la non autosufficienza e ridotto le risorse per il servizio civile; le misure restrittive nella scuola, che penalizzano l’integrazione; le difficoltà in cui versano le casse dei comuni dopo l’abolizione totale dell’Ici, tema al centro anche dell’intervento, applauditissimo, del Sindaco Chiamparino. Ma anche il recente decreto Tremonti che ha bloccato il collocamento dei disabili in settori importanti della pubblica amministrazione.
Sembrano remoti i tempi della prima conferenza del ‘99, quella con Livia Turco e l’intervento dell’allora premier D’Alema, che produsse un importante Programma di Azione, purtroppo accantonato dal successivo Governo Berlusconi. Oggi il quadro è ben diverso, ma il mondo della disabilità saprà esercitare ancora una volta quella pressione costante e creativa che in trent’anni ha cambiato in Italia la cultura della disabilità, conquistato diritti e spazi crescenti di integrazione. Non sarà un Governo inadeguato a frenare un processo così importante per l’intera collettività.

da l'unità.it

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