martedì 27 ottobre 2009

Così è

di Dario Campolo

E se un giorno la metastasi crescente nel nostro paese "Italia" non potrà più essere fermata? Cosa Faremo?
Non lo so, ma una cosa è certa, il nostro bel paese sta cambiando, anzi è già cambiato.

Oggi viviamo e assistiamo ad una politica accompagnata da un giornalismo di parte che ha perso il controllo, politici che vanno a puttane, politici che vanno con trans, politici che fanno accordi con la mafia, giornalisti alla conquista di dossier per poter abbattere il nemico prescelto e giudicato fastidioso quindi con l'obbiettivo di eliminarlo, e così via...

Ormai la strada presa non è più sostituibile, abbiamo una situazione economica pesantissima, aziende che stanno chiudendo per mancanza di ordini, la sanità che sta diventando sempre più un servizio meno di mediocre e un governo che come oggetto del quotidiano ha immunità, riforma della giustizia, dossier da sbattere in faccia all'opinione pubblica e niente altro.

Io mi chiedo,

se è normale che un paese come il nostro che sta soffrendo più di altri paesi ha la necessita in questo momento la riforma dell giustizia oppure l'inserimento abbattuto nel 92 dell'immunità parlamentare, PERCHÉ?

Noi tutti pensiamo che il problema non ci tocca ma io vi rammento che il futuro dei nostri figli dipende da noi ma anche dal nostro parlamento che solitamente rispecchia il paese, quindi, anzi non vi stupite quando aprendo il giornale trovate un crescendo di notizie orrende della cronaca nera che vi fanno inorridire, perché l'esempio che oggi abbiamo è:

Corruttori e corrotti

Ricatti e riscatti

Puttanieri in cerca di felicità

Drogati che sniffano coca per rendere al meglio

Mancanza di rispetto nelle istituzioni, fondamentale per il rispetto di tutti verso tasse, beni comuni, forze pubbliche e altro ancora, e nel caso in cui dovesse a venire a mancare immaginatene le conseguenze.

Non dimenticherò mai lo "sguardo inteso" di Giovanni Falcone che aveva nello Stato un forte rispetto e dovere al punto da metterne a repentaglio la propria vita. Così come non dimenticherò mai lo "sguardo intenso" di Paolo Borsellino ai funerali del suo grande amico fraterno oltre che collega Giovanni Falcone, esemplare la descrizione di Giorgio Bocca in un suo articolo:"Guardo il giudice Paolo Borsellino che ha posato una mano sul feretro di Giovanni Falcone. E’ in toga nera con la camicia bianca ricamata e per la prima volta lo vedo bellissimo, come un cavaliere antico che giura fedeltà di fronte al compagno caduto." Questo dice TUTTO!!!

Ecco, a questo dobbiamo ritornare.

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