martedì 20 ottobre 2009

Ciancimino Jr, "Presto altri documenti segreti"


di Simona Licandri

Tra papello e papellino prosegue l’indagine della Procura di Palermo sulla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia. "Ho nuovi documenti da consegnare ai magistrati, li porterò a breve", ha detto ieri a Palermo Massimo Ciancimino, uno degli habitué del palazzo di giustizia.È lui il protagonista delle ultime settimane, che ha ancora una volta annunciato ulteriori rivelazioni scottanti e nuove verità, che si affiancano ai ricordi riaffiorati di politici e generali. Per 4 ore il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, i pm Nino Di Matteo e Roberto Scarpinato, il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e il suo aggiunto Domenico Gozzo hanno interrogato il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo per fare luce sui documenti presentati la scorsa settimana: il papello (dato ai pm in fotocopia) scritto forse da Totò Riina, dove erano elencati i punti della trattativa con lo Stato, e il "papellino", scritto da Vito Ciancimino che avrebbe corretto le richieste di Cosa nostra. Ciancimino jr, condannato in primo grado a 5 anni e 8 mesiper riciclaggio, ha cominciato a rendere dichiarazioni diversi mesi fa e le sue rivelazioni potrebbero fare luce su misteri ventennali, come i retroscena delle stragi in cui morirono l’europarlamentare Salvatore Lima e i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Il figlio dell’ex sindaco, che sembrava a suo agio in questa nuova notorietà, è apparso dimesso e poco desideroso di parlare. "Non so se mi va più di continuare - ha detto al suo arrivo al palazzo di giustizia - Sono molto stanco. Anche per questo, oggi, sono qui davanti ai magistrati". Ai magistrati Ciancimino doveva parlare anche dei carabinieri del Ros e sosteneva di avere nuovi documenti da consegnare ai magistrati e anche ieri ha ribadito di essere in possesso di altre carte da consegnare ai magistrati. Nel frattempo, preferisce non alimentare la disputa con l’ex presidente della Commissione parlamentare Antimafia Luciano Violante che ha definito il papello consegnato da Ciancimino ai magistrati una "bufala". "Non voglio entrare nel merito i magistrati sanno valutare. Certo è singolare che c’è gente che ritrova la memoria dopo 17 anni", ha detto Ciancimino riferendosi al fatto che Violante, solo quest’anno, ha ricordato che Vito Ciancimino gli chiese un incontro, nel '92, attraverso l’allora colonnello del Ros Mario Mori. L’ex sindaco e Mori si sono però incontrati, per quattro volte, come emerge dall’interrogatorio reso da Mori nel 2003 ai pm della Dda di Firenze Gabriele Chelazzi e Giuseppe Nicolosi, applicati dalla Procura nazionale antimafia per le indagini sugli attentati di Roma, Milano e Firenze del ’93. Tra l’agosto e l’ottobre del 1992, i due si incontrano e cominciano la trattativa che si interrompe il 18 ottobre, di fronte alla domanda rivolta da Ciancimino: "ma voi cosa offrite?". Mori a questo punto ha raccontato di aver sollecitato la costituzione dei latitanti, con l’assicurazione che "tratteremo bene loro e le loro famiglie". Lì si spezza la corda, almeno a quanto raccontato da Mori.

da epolisPalermo.it

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