mercoledì 28 ottobre 2009

"Berlusconismo": la vera malattia (5 dicembre noberlusconiday)


di Paolo De Gregorio

Il piccolo episodio di ieri sera a Ballarò ci consente di dedurre dai fatti
alcune certezze:

-la primaria importanza che il nostro duce attribuisce al mezzo televisivo, che non è superato come sostiene Grillo

-che le menzogne e la calunnia sono le armi che quotidianamente usa il cavaliere, vero caposcuola di un imbarbarimento della nostra democrazia

-egli mente spudoratamente quando parla della RAI come “servizio pubblico” di proprietà di tutti gli italiani, poiché l’unico italiano che può interrompere un programma in diretta è lui, ed è l’unico italiano che ha tramato per ottenere che i massimi dirigenti di Rai1 e Rai2 fossero del suo partito

-è prassi consolidata del “berlusconismo” l’inaudita delegittimazione dei giudici, che quando emettono sentenze sfavorevoli al padrone di mezza Italia, sono comunisti o illustrati come “stravaganti” a cura dei servizi televisivi dalle sue reti di giornalisti “indipendenti” e “liberi” (di obbedire)

-è incredibile che, sempre in televisione, abbia fatto un appello agli italiani a non pagare il canone Rai perché vi sono un paio di trasmissioni a lui sgradite, senza le quali il regime del “pensiero unico” sarebbe totale

-il “conflitto di interessi” non regolamentato né dal governo Prodi, né dal governo D’Alema (colpevoli di non aver capito la natura dittatoriale del “berlusconismo”), è enormemente presente non solo nel ridimensionamento della RAI a favore della raccolta pubblicitaria del suo gruppo, ma anche nei confronti della Confindustria a cui chiede di non dare la pubblicità ai pochi giornali suoi avversari, in cambio della riduzione dell’IRAP.

Solo un uomo con questo potere economico alle spalle può piegare la politica ai suoi interessi, e alle proprie vicende processuali, con lo stravolgimento della Costituzione prima del “lodo Schifani”, poi di quello Alfano, solo per ottenere una personale immunità per legge. E poi c’è qualche fetentone che sostiene che il problema non è il “berlusconismo”! E’ su questa profonda anomalia che bisogna insistere, non sulle sue manie sessuali senili, di cui peraltro non ci frega niente, e far cessare questa deriva di allontanamento dalla democrazia, imbarazzante anche per uomini come Fini, ormai in aperto dissenso con strategia e metodi da repubblica presidenziale, populista, autoritaria, fuori dalla tradizione collegiale e parlamentare.

Qui ci vuole un movimento, non partitico, con un “MANIFESTO PER IL RIENTRO NELLA DEMOCRAZIA”, che possa portare in piazza anche la destra legalitaria ed istituzionale, con il chiaro obiettivo di allontanare Berlusconi dalla vita politica del nostro paese. La cosa si deve accompagnare ad un pacchetto di nuove leggi, che impediscano il ripetersi del “berlusconismo”, fra le quali:

-nessun cittadino può candidarsi alle elezioni se possiede direttamente o controlla mezzi di informazione, siano anche un giornale locale o una Tv privata urbana o regionale o nazionale

-la nomina del presidente della RAI, con tutti i poteri, deve essere affidata ai suoi azionisti, che sono i cittadini che pagano il canone. Il presidente può essere scelto con regolari elezioni (canone pagato alla mano), solo tra personalità indipendenti dal potere economico e politico, che faranno una campagna elettorale con il proprio programma, e non rieleggibili dopo due mandati

-una nuova legge elettorale che preveda le preferenze, e soprattutto l’esclusione di candidati con processi in corso, i condannati, e che non vi sia la possibilità di essere eletti per più di 2 legislature, per chiudere per sempre con i vecchi burattinai di lungo corso

-lo smembramento del monopolio Fininvest, con la regola che nessun soggetto privato può possedere più di un canale nazionale. Credo che tutti i sinceri democratici possano riconoscersi in queste regole, ma se ci affidiamo ai partiti non caviamo un ragno dal buco.

Aderisco entusiasticamente al NO Berlusconi DAY.
La “manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi”, iniziativa apartitica, indetta da alcuni blogger su Facebook, a cui alla data del 27 ottobre avevano già aderito oltre 130.000 persone, si terrà a Roma il 5 dicembre 2009.

Hanno ufficialmente dato l’adesione anche universitari e artisti noti, e sarà tenuto un concerto che accoglierà i partecipanti a piazza San Giovanni, il corteo partirà da piazza della Repubblica.

Aderisci tramite Facebook.com/no.berlusconi.day

Blog: noberlusconiday.wordpress.com

Email: noberlusconiday@hotmail.it

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