giovedì 29 ottobre 2009

Agenti in piazza a Roma: "Ma quale sicurezza, qui ci sono solo tagli"

Che cosa c'è dietro i pacchetti sicurezza e la strategia della paura? Il nulla. Oltre le parole, le ronde e l'annunciato uso dell'esercito nelle strade, c'è una realtà di spaventosa mancanza di mezzi. Nel vero senso della parola: auto ferme con il serbatoio vuoto, o comunque insufficienti a coprire il servizio,. Uffici sommersi dalle pratiche, stipendi all'osso e il personale in taglio permanente. La politica della sicurezza del governo è questa. Ed è la ragione della protesta oggi a Roma delle forze di polizia.

"Papi, come ci hai cucinato bene". "Brunetta buffone", "Le ronde sono vergognose". I sindacati delle forze di polizia denunciano "le irresponsabili scelte del governo", come la riduzione di oltre 40mila unità il numero degli operatori in servizio e la "sottrazione del il 44% delle risorse alle attività operative e organizzative". Criticata la decisione "di rinviare di tre anni il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e di sottrarsi all'impegno di realizzare un nuovo modello di sicurezza che esalti le professionalità". E ancora: "Sono scelte, queste del governo, che smentiscono gli impegni assunti in campagna elettorale, ed esprimono una sostanziale indifferenza verso il diritto alla sicurezza dei cittadini". I sindacati sostengono che "i tagli incidono pesantemente anche sulla spesa corrente" e sulle voci di bilancio ministeriale "relative all'acquisto delle autovetture, della benzina, alla gestione degli uffici e delle strutture".

Ristrettezze che già pesano sul servizio e peseranno di più l'anno prossimo sul "reale controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine" e quindi "sulla sicurezza dei cittadini". Tradotte in cifre, le scelte del governo Berlusconi sono un taglio di circa tre miliardi di euro in tre anni al Comparto Sicurezza e Difesa, che sommato agli effetti dell'ex decreto Brunetta ora convertito in legge, "sta producendo una pesante riduzione di personale a causa del mancato turn over e un innalzamento dell'età media dei poliziotti italiani, che ormai sfiora i cinquant'anni".

Al corteo partecipano agenti di Polizia e della Guardia di Finanza, della Polizia penitenziaria e del Corpo forestale. C'è anche il Cocer dei carabinieri. "La sicurezza non si fa con le ronde, ma con i poliziotti: è ora che il governo venga in Parlamento per dare risposte serie su questo tema", è stata la reazione di Pier Luigi Bersani. Di Pietro: "Se anche le forze di polizia sono costrette a scendere in strada per far valere i loro diritti per servire il paese, allora vuol dire che siamo veramente alla vigilia di uno sfascio".

da l'unità.it

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